Prima della battaglia (8)

26 Feb

Storie di Elfi e di Uomini

“Con il permesso della Maestà della Regina e dei miei signori, possiamo raggiungere un compromesso”, disse finalmente Belladonna dopo aver dato l’impressione di aver riflettuto a lungo, “io sarò in prima linea e potrò privarmi di parte della mia Guardia, tutti veterani delle campagne nella Provincia Redenta e nel Nord. Vorrei presentarli alla Maestà Vostra”.
“Siamo davvero incuriosite dalla tua offerta, colonnello. E sia, e in cambio stasera ci farai compagnia quando l’armata ci fornirà il rancio, tu ed i tuoi veterani”.
Belladonna batté di nuovo i tacchi increspando appena le labbra sottili in un sorriso.
“Agli ordini di Vostra Maestà”, dichiarò rigidamente. Sperava che Rebon si sarebbe ripreso presto, e che la presenza di Toson, con Tessa, Ressa e Lanas, la avrebbe aiutata a tenere sotto controllo il potere della Regina che sentiva rinascere rapidamente.
“E portaci anche il nostro fidanzato”, aggiunse la Regina rispondendo al sorriso dell’Elfa.
“Se…

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Prima della battaglia (2)

15 Gen

Storie di Elfi e di Uomini

In realtà la Regina Nera aveva ordinato, nell’immediatezza della notizia ed al colmo della furia, di sottoporre ad interrogatorio rigoroso tutte le persone presenti nel palazzetto occupato da Wissen; non era una cosa da prendersi alla leggera, in genere, avesse confessato o meno, alla fine dell’interrogatorio chi lo subiva non aspettava altro che gli venisse tagliata la gola per interrompere le sofferenze, cosa che i boia della Regina erano contenti di fare dietro pagamento da parte dei parenti più stretti ancora liberi ed in possesso dei propri beni. A parte la Strega sua moglie, però, nel palazzetto della Favorita vi erano solo le puttane in stato di avanzata gravidanza, che erano per di più incatenate ai letti. Quella mattina, i pochi uomini e le donne di fatica che costituivano il modesto gruppo di lavoratori a disposizione del cerusico non erano presenti: mastro Wissen aveva concesso loro una giornata di libertà…

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Prima della battaglia (1)

8 Gen

Storie di Elfi e di Uomini

In cima ad una collinetta, ad una giornata di marcia dalla capitale del Regno Nero, il generale Deron aveva posto il proprio comando, approfittando di una vecchia casa patrizia abbandonata da tempo. Intorno, si era accampata la sua armata, composta dalla Guardia, le forze richiamate da Castel Gelo e le riserve di Castello Tonante. Grazie ai falchi della Regina aveva abbastanza chiaro il quadro della situazione, e non ne era soddisfatto, dal momento che una armata Elfica si stava avvicinando e sembrava superiore per numero ed armamento. Nemmeno l’annunciato arrivo dell’armata di Belladonna, con i veterani temprati da una campagna al Nord ed i rinforzi del Regno dei Boschi, poteva mutare la situazione.

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Pausa

4 Gen

Storie di Elfi e di Uomini

Allora, gli Elfi si preparano alla battaglia e, guarda caso, hanno le stesse pulsioni degli Uomini: dicono di essere superiori, ma poi, gratta gratta, siamo molto simili, non vi pare?

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Avanzata (8)

1 Gen

Storie di Elfi e di Uomini

La puttana trattenne un lamento quando sentì l’olio, caldo ma non bollente, scorrerle sul corpo, sulle mani legate e sulle braccia, sul piede imprigionato dalla stessa corda delle mani e sulla gamba.

“Non temere, non voglio darti fuoco”, disse la Bastarda. “Certo, sarebbe divertente, ma il re ha deciso che ti vuole ancora e questo ti mette al riparo da tante cose. Non da tutte, però: al contrario di quegli stupidi soldati che hanno cercato di domarti, io so bene come punire una puttana senza lasciarle addosso neanche un segno, e ti avverto, se ce ne sarà bisogno lo farò, e per te non sarà affatto piacevole. Stai ferma e zitta, adesso”, concluse.

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Avanzata (7)

25 Dic

Storie di Elfi e di Uomini

La puttana, domata e sottomessa, restò in silenzio mentre la Bastarda dava un piccolo strattone al cappio. “Molto bene. Adesso appoggia la caviglia destra sulla gamba sinistra, all’altezza del ginocchio”. La puttana obbedì muovendosi con molta cautela: l’Elfa teneva ancora in pugno un capo della corda che le toglieva il respiro, ed obbedì anche al successivo ordine: “Rilassati, non ti farò ancora male, alza la gamba sinistra adesso”. La Bastarda annuì soddisfatta, afferrò rapidamente il piede infangato e costrinse la puttana a piegare la gamba finché lo stesso piede non venne ad essere bloccato dalla corda che ne legava i polsi; contemporaneamente la gamba piegata imprigionava l’altro piede.

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Avanzata (6)

18 Dic

Storie di Elfi e di Uomini

La puttana, prosternata a terra, sentì il peso dello scarpone alleggerirsi e riprese a respirare più facilmente. Sentì anche la voce dell’Elfa, rivolta a lei in una corretta lingua comune, assolutamente priva di accento.

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