104

19 Lug

Da un angolo della sala seguo l’esibizione dei ballerini cubani: sono veramente bravissimi ed anche molto belli, palestrati, depilati ed abbronzati. Attorno al palcoscenico si assiepano le amiche della sposa che invece è rimasta sdegnosamente seduta al tavolino sorseggiando il suo champagne.
Sara mi sussurra in un orecchio: “Ma cosa pensano di fare, quelle sgallettate? Non si sono accorte che Giulio e Cesare sono gay?”.
Non me ne ero accorta neanch’io, per la verità. Mi accorgo invece che Sara mi ha infilato una mano sotto la gonna e mi allontano gentilmente: non vuole proprio aspettare, questa benedetta donna.
Siamo alla fine: i cubani sono rimasti nudi come vermi e scappano via, una mano a conchiglia davanti all’uccello, l’altra piena di banconote.
Sara prende il loro posto sul piccolo palcoscenico e invita tutte a rimettersi a sedere, ricordando loro che è previsto un altro giro di champagne oltre ad un altro spettacolo, “nel rispetto degli orientamenti sessuali di tutte”, precisa.
“Si chiama Stella, fatele un bell’applauso”, dice alla fine, sentendosi molto brava presentatrice, poi si precipita a sedere accanto a Nina.
In vista del pubblico di stasera mi prende il panico che non mi è venuto ieri, ma dura pochi minuti. Mi presento con la giacca sbottonata e me la sfilo facendo finta di appenderla al palo della pole dance, scatenando una risata. Meno male, sembrano ben disposte.
Stasera il disc jockey non c’è, oppure è gay ed è corso dietro ai cubani: niente musica, ne faccio a meno, scendo dal palco come se volessi andarmene e rientro in sala dall’ingresso laterale.
Voglio capire come reagiscono, e quante di queste donne potrebbero aver voglia di farsi carezzare da me.
Molte sono eccitate, quando mi chino su di loro per farmi sbottonare la camicia non si tirano indietro, qualcuna allunga anche la mano per toccarmi il seno.
Sfilo la camicia dopo che una ragazza bionda ha sganciato l’ultimo bottone e la reggo come un paravento, la bionda si sporge dietro questo ridicolo riparo e mi bacia sullo stomaco per poi dardeggiarmi la lingua nell’ombelico.
Altro giro, in due mi aprono e poi sfilano la breve gonna che ricade attorno ai miei piedi e ne approfittano per accarezzarmi le gambe.
La bruna che mi toglie il mocassino destro mi bacia il piede, e la rossa che mi sfila quello sinistro non può non imitarla.
Mi sto avvicinando alla prima fila: mi chino su una bruna riccia ed elegantissima e le piazzo i seni sotto il naso, lei mi sgancia il reggiseno e quasi mi strozza per togliermelo. Quindi niente, me li faccio baciare dalla sua vicina, bionda e rotondetta, che ci prova palesemente molto gusto.
Riservo le mutandine a Nina, che deve togliere la mano dalla gonna di Sara per fare il suo dovere. Ero di schiena, mi volto e spingo il ventre in avanti chiedendomi se lo farà.
Nina lo fa, si sporge e mi bacia sul clitoride. Le più vicine applaudono, poi tutte le altre.
Faccio un passo indietro e mi rivolgo a tutto il pubblico prendendo con una mano Nina e con l’altra Sara: “Che cosa dite, me le porto via tutte e due?”
Praticamente è un’ovazione, mi inchino e non devo fare il minimo sforzo per farle alzare.

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2 Risposte to “104”

  1. Mario luglio 21, 2012 a 11:14 pm #

    Debbo confessare che questo aspetto degli addii al nubilato mi era quasi del tutto ignoto pur avendo frequentato per anni i locali notturni.Evidentemente le donne hanno molto piu’ buon gusto di quel che immaginassi.

    • euro150 luglio 22, 2012 a 8:36 am #

      E’ sempre una soddisfazione raccontare qualcosa di nuovo

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