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25 Lug

Sono stata ottimista. Dopo aver finalmente dormito per una notte di fila mi sento peggio del giorno precedente, e devo fare violenza a me stessa per alzarmi, infilarmi calzoncini, maglietta e scarpe da ginnastica. Sono le sei del mattino e parto di corsa per un giro del quartiere prima che tutti si sveglino e gli uffici aprano, solo che bastano dieci minuti per accorgermi che non è certamente il caso di puntare alla miglior prestazione e venti per decidere di tornare a casa.sottomessa
La sudata mi ha fatto bene, certo, e mi ha permesso di schiarirmi le idee. Tanto che voglio provare se le mie chiavi di accesso al server dell’avvocatone funzionano ancora.
Con una certa sorpresa vedo che le mie credenziali sono sempre valide ed in cinque minuti sono immersa nella lettura della sentenza con la quale si conclude l’ultima causa che ho trattato. I giudici d’appello ci hanno dato ragione su tutta la linea, ma la motivazione ha parecchi buchi e se controparte va in Cassazione rischiamo di essere massacrati. La parte più divertente è la liquidazione delle spese del doppio grado, ventimila euro oltre IVA e contributo alla cassa di previdenza; io ho incassato ottocento euro in tutto.Forse ci ho messo anche troppo tempo a cambiare mestiere.
Lo racconto a Tiziana, che si è presentata puntualissima alla mia porta con una bottiglia di champagne ed il vestitone grigio scuro che mi piace tanto, e ne ridiamo assieme, come ridiamo di Ninì, il sadico che ieri si è scottato da solo con la cera fusa “in un punto molto delicato” ed è dovuto scappare via senza concludere dopo aver comunque lasciato i suoi cinquecento euro sul tavolo.
“Temo che non lo vedrò per un bel pezzo”, conclude rassegnata Tiziana, “non tanto per il dolore quanto per la figuraccia”.
Non avevo voglia di cucinare, quindi abbiamo spazzato via il sushi che ho comprato a peso d’oro ed il tocai friulano freddo, e sto per stappare lo champagne. Tiziana fruga nella borsetta e mi consegna un pacchetto ben confezionato dicendomi che ci terrebbe che lo accettassi.
Apro il pacchetto e ci trovo un collare come quello che indossava durante l’incontro con Leonardo, solo che sulla placca di ottone ora c’è inciso un nome: Tiziana di Stella.

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