127

11 Ago

 

Gli istinti si seguono, quindi mi avvicino e mi seggo accanto a lei. Mi guarda fisso piantandomi in faccia due assurdi occhi viola e mi sibila qualcosa come cazzoseicazzovoi, tutto attaccato, che mi rassicura sulla nazionalità della mia interlocutrice.
Distinguo anche due labbra ben disegnate, un seno da primato che tende la maglietta e gambe lunghe fasciate dai jeans chiari. Mi sembra giovanissima e sì, sta piangendo, per fortuna è stata abbastanza furba da non truccarsi.
Tra un singhiozzo e l’altro mi guarda di nuovo storto e mi dice che lei non va con le donne e che la devo lasciare tranquilla.
“Guarda che sono una collega e voglio darti solo un consiglio”.
Si rincantuccia sulla panchina e mi chiede scusa se ha preso il mio posto, anche se ha palesemente l’aria perplessa davanti al mio abbigliamento ed alla busta dell’enoteca che ho appoggiato tra di noi.
“Questo non è il mio posto, io qui ci abito e non ci lavoro. Però devi stare attenta perché prima o poi tornano le latinoamericane ed i loro protettori che sono parecchio cattivi; se vuoi lavorare dovresti forse trovare un altro posto”.
Adesso sembra proprio una bambina, ha gli occhi spaventatissimi e mormora che la hanno accompagnata qui Andrea e mamma, le hanno dato un telefonino senza credito, dieci preservativi e l’ordine di chiedere cinquanta euro a cliente. Il primo è andato benissimo, la ha portata in fondo al vialone e si è fatto fare un pompino, ma gli altri due le hanno fatto male perché hanno voluto il culo e lei è ancora meravigliata perché quando lo fa con Andrea “lui dice che giochiamo ad ultimo tango e non sento niente”. Poi è passata mamma che le ha preso i soldi e le ha detto di restare qui, e ha preso altri clienti che più o meno sono andati bene anche se l’ultimo le ha dato uno schiaffo mentre veniva, ma forse è stato perché lei non si muoveva come voleva lui, se lo meritava.
“E’ per questo che piangevi?”
Lei dice di no, piangeva perché mamma dopo essere passata di nuovo a prendere gli altri soldi le ha promesso di portarle un panino ma non si è più vista. E lei sa che se non finisce i preservativi deve restare ancora lì.
Quasi mi gira la testa.
“Va bene, adesso prima che qualcuno rimorchi me vieni a casa a parlare, ti pago la doppia”.

 

 

 

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Una Risposta to “127”

  1. icittadiniprimaditutto agosto 15, 2012 a 9:34 pm #

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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