138

22 Ago

Aliena era uscita in maglietta, jeans e scarpe da ginnastica, senza trucco, i capelli raccolti sulla nuca in una mezza coda di cavallo, ed è bellissima.
Mi vede e mi fa un sacco di feste, mi chiede perché non mi sono più fatta vedere e mi dice che devo restare a pranzo con loro; mi accorgo che in questi pochi giorni il suo italiano è migliorato, anche se resta lento e segnato da un forte accento. Irina la interrompe proprio per chiedermi scusa, non mi ha invitata ma non ci aveva proprio pensato, e oggi c’è un piatto tipico del loro Paese che non sa se mi piace, una zuppa di carne e verdure che chiama solianka o qualcosa del genere.
A parte che per passare un po’ di tempo con loro resterei anche digiuna, sono curiosa e rispondo che no, non mi spaventa certo provare una cosa nuova, quindi se ne avete preparato abbastanza accetto volentieri e scendo a comprare una buona bottiglia di vino. Irina capisce benissimo a cosa punto e dice che va bene. Mi scapicollo per le scale, mi infilo nel piccolo e carissimo negozio di alimentari all’angolo e compro una bottiglia di Chianti venduto al prezzo di un Barolo, ritorno indietro di corsa dribblando il solito freak di guardia sul portone e mi ripresento sul pianerottolo.
C’è Aliena sulla porta che mi abbraccia di nuovo, a rischio di far cadere la bottiglia, e alle sue spalle Irina che fa un piccolo cenno di assenso col capo: non capisco se le ha già detto tutto o se si è limitata a spiegarle quello che sta per chiedermi, lo scoprirò fra poco.
E scopro contemporaneamente che in una giornata quasi calda come oggi la cucina dell’ex URSS non è il massimo (ma la zuppa è proprio buona, anche se pesantissima, devo proprio farmi dare la ricetta) e che Irina non aveva neanche detto ad Aliena che sta per metterla al lavoro, ma solo che ci saremmo viste di più.
Aliena comunque è contentissima, meglio così, sia di lavorare che di lavorare con me, e sembra molto disciplinata o molto percettiva: infatti non si sogna neanche di chiedere ad Irina per quale ragione si rifiuta di farle da mentore, è così e basta.
Scopro anche che vorrebbero solennizzare l’accordo con una bella scopata, ma stavolta non me la sento di mostrarmi mestruata davanti a queste due bellezze, quindi faccio finta di non capire le richieste neanche tanto velate delle mie amiche.
Ma siccome sono un essere umano ad un certo punto le metto a sedere sul divano e con la scusa di farle vedere come me la sono cavata con Nina e Sara mi inginocchio e le faccio venire una dopo l’altra, con loro grande soddisfazione; Irina dichiara che mi sono dunque debitrici di un orgasmo a testa e che pagheranno quanto prima.

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Una Risposta to “138”

  1. solounoscoglio agosto 23, 2012 a 9:30 am #

    ragazzaccia, ma generosa!

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