139

23 Ago

Ero troppo impegnata tra le gambe di Aliena, o forse tra quelle di Irina, e non ho risposto al telefono. Rimedio quando arrivo a casa, richiamando Elena, che mi risponde in un gran casino di musica e rumori vari.
Sono al centro commerciale, Cristina si è appena abbuffata di pizza a taglio, e adesso riprendono il giro di acquisti. Elena poi abbassa la voce, precauzione inutile anzi dannosa, e da quel che capisco mi dice che ieri sera si è trattenuta ma che oggi, appena tornano a casa, spoglia Cristina e la inchioda al letto per le prossime dodici ore.
“Man mano che aumentavano le buste dei negozi diventava sempre più gentile, giuro che questa qui è più puttana di noi”.
Preferisco non fare commenti e mi accontento di augurarle buon pomeriggio. Poi accendo il computer e mi immergo nei forum BDSM alla ricerca di argomenti interessanti, che magari discuterò con Tiziana, alla prima occasione.
Non trovo niente di comprensibile, ma un amministratore si accorge della mia silenziosa presenza e mentre chiede ai membri anziani di darmi il benvenuto mi invita ad intervenire, finalmente.
Oddìo, cosa dico? Decido che Mistress Mara dirà la verità, che è sempre la cosa più semplice.
Quindi spiego che mi sono innamorata di una sottomessa, lei si è innamorata di me, ed io voglio essere una degna Mistress per lei. Chiedo quindi aiuto ai Master ed alle Mistress esperti presenti oggi e a quanti leggeranno questo thread.
Bene, questi saranno sadici e si divertiranno facendolo strano, ma sono anche degli inguaribili romantici. Questa storia li scatena, arrivano quindici messaggi tutti insieme, cominciano con gli auguri e le felicitazioni e continuano con i suggerimenti.
Ce n’è uno che dovrò tenere a mente, arriva da un certo Padron ‘Ntoni che deve essere o siciliano o cultore di Verga, e suona così: “Hai di certo in mente Histoire d’O, hai visto il film o stai per vederlo. Ebbene, guarda il film, leggi il libro e poi dimentica di averlo fatto, non parlarne con la tua allieva, perché per noi è il BDSM spiegato agli estranei, non vale nulla”.
Ecco frustrato il mio desiderio di rivedere il film con Tiziana ai miei piedi, magari potremo ripiegare su “Tutti insieme appassionatamente”.
L’amministratore interviene avvertendoci che ha reso questo thread visibile solo a chi si è dichiarato Master/Mistress quando si è registrato, perché “per definizione un Master è sempre esperto, non possiamo permettere che i sub”, che sta per submissive/sottomessi, questa è una abbreviazione che ho imparato in fretta, “possano anche solo immaginare che il Padrone ne sappia meno di loro”. Comunque mi fa i complimenti per il coraggio dimostrato e mi invita a porre specifiche domande.
Oggi non mi stacco più dal computer. Padron’Ntoni e tale Barbarella sembrano essersi assunti il ruolo di rispondere alle mie domande, ma sento attorno a noi un pubblico interessato, e mi auguro di non fare domande troppo stupide.

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2 Risposte to “139”

  1. Apocalisse 23 settembre 9, 2012 a 7:55 pm #

    Le origini di Histoire d’O

    «Che a esser prostituita lei potesse guadagnare in dignità stupiva, eppure proprio di dignità si trattava. Ne era illuminata come dall’interno, e dal suo portamento traspariva la calma, dal suo volto la serenità e quell’impercettibile sorriso interiore che s’intuisce negli occhi delle suore di clausura».

    Questo passo di Histoire d’O è forse la chiave di volta del raffinato romanzo di Pauline Réage, e induce lettori e critici a interrogarsi sulle fonti di quel capolavoro della letteratura erotica.

    Histoire d’O ci ricorda che tutto nella donna richiama la sessualità, e che ogni femmina è una schiava sessuale che gode allo stesso modo delle carezze e delle frustate. Il romanzo per certi versi ha l’aspetto di un testo religioso: una vera e propria mistica dell’ascesi erotica in cui la protagonista annulla la propria personalità, quasi come certe monache visionarie che raggiungevano l’estasi nella contemplazione del divino.

    Il tema non è certo nuovo: tra le forme del sacro che si manifestarono nel mondo antico spicca tra le più singolari l’istituto della prostituzione sacra. Presso i Sumeri, i Babilonesi, i Fenici, i Greci, gli Etruschi, c’erano sacerdotesse che si offrivano all’unione sessuale coi pellegrini che visitavano i templi dedicati alle divinità dell’amore.

    Le prostitute sacre potevano essere donne di alto rango che si accoppiavano coi sovrani, oppure erano schiave che si univano coi visitatori dei templi. In ogni caso sappiamo che le prostitute sacre avevano ruoli importanti nelle cerimonie religiose e che eseguivano la celebre “danza dei sette veli”, di cui resta ricordo anche in testimonianze letterarie e in racconti popolari. È probabile che le sacerdotesse praticassero anche riti di espiazione, come sembrano suggerire certe testimonianze iconografiche, ad esempio gli affreschi della “Villa dei Misteri” a Pompei, o la “tomba della fustigazione” nelle pitture etrusche di Tarquinia.

    Tuttavia alcuni aspetti della prostituzione rituale sembrano aver ispirato forme liturgiche cristiane come le “processioni delle verginelle” e affiorano in sopravvivenze letterarie che attraversano i secoli, al punto che non è azzardato supporre l’esistenza di una società segreta femminile che ha tramandato per millenni i misteri dei riti sessuali…

    Un autentico antesignano di Histoire d’O si può considerare il carme latino medievale Disciplina Amoris, recentemente scoperto in un codice del XII secolo. Si tratta di un pezzo poetico che appartiene a un filone di letteratura goliardica molto in voga nel medioevo. Il testo descrive una sacerdotessa impegnata in una sorta di liturgia penitenziale. Leggendo queste eleganti quartine sembra proprio di poter individuare un filo conduttore che dalle antiche sacerdotesse della prostituzione sacra, ci porta al leggendario romanzo di Pauline Réage.

    Disciplina Amoris

    Ave Venus, mater diva,
    fons suprema bonitatis,
    tege me, dea lasciva,
    sub praesidium sanctitatis.

    Prostitutio ritualis
    valde Venerem honorat:
    sum beghina sexualis
    quae devota semper orat.

    Sanctam Venerem exoro
    in vigilia feminarum
    monasterii. Lunam oro,
    devotissima servarum.

    Ad altare introibo
    sanctae Veneris praeclarae.
    Labia vulvae aperibo
    super saxum sanctae arae.

    Penetratio in vagina
    semper regula iucunda
    et sum Veneri vicina
    madens sic seminis unda.

    In divinis sum versata,
    sacrificiis colo deos,
    nudo corpore elata
    patefacio sinus meos.

    Venus iubet paenitentiam:
    a flagellis verberata
    sic demonstro sufferentiam,
    in dolore sum beata.

    Sub flagelli ictus ploro,
    corpus tendo cum dolore:
    in suppliciis semper oro
    deam matrem cum ardore.

    In catenis vinculata
    semper nuda ago vitam;
    in hoc templo obiectata,
    praebeo vulvam non invitam.

    Nudis pedibus incedo
    super saxa, super spinas,
    a dolore non recedo:
    patior poenas femininas.

    Cera fervens liquefacta
    super nudum corpus meum:
    et dolori assuefacta
    nunc amoris precor deum.

    Culus meus penetratur
    dum me verberant tergino,
    et os meum irrumatur:
    totum corpus sic inclino.

    Urit fortiter flagellum,
    ictus signant mollem pellem;
    sicut miserum asellum
    verberari fortius vellem.

    Voluptatis sum amica,
    semper cupida amoris;
    mollis lambo, impudica,
    vulvam madidam sororis.

    Habeo anulos in sexu,
    tinniunt valde et conturbor
    tacta sic eorum nexu:
    dum deambulo masturbor.

    Vitiosissima puella
    sentio multum desiderii:
    claudo digitum in cella
    corporalis monasterii.

    Copulare apud templum
    dat divina privilegia,
    vita mea est exemplum:
    sacratarum sum egregia.

    Sint patricii vel plebei
    omnes mentulam sublevant
    in conspectu sexus mei:
    asininas voces levant.

    QUESTO BRANO E’ TRATTO DAL LIBRO:

    Sibilla di Saxatica
    ORACOLI. LIBRO PRIMO
    Società Editrice «Il Ponte Vecchio»

    http://www.ilpontevecchio.com

    • euro150 settembre 9, 2012 a 8:07 pm #

      Solido di dottrina e di conoscenze, vedo. Ma questo è il mondo vero: qui nessuna si vergogna di quello che fa, anche se non ne va necessariamente fiera.
      E non c’entra niente neanche la prostituzione sacra: noi lo facciamo per i soldi, hai presente?
      Comunque grazie, e magari continua a leggermi.

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