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28 Ago

Dopo l’ultima stazione, una depilazione delicatissima che da sola vale davvero il viaggio, incontriamo finalmente altre due clienti. Una ragazza di colore alta e severa entra nello spogliatoio in cui ci apprestiamo a rivestirci, in compagnia di Simonetta e di una rossa piccolina e piena di curve: sono molto belle, la nera ci ignora, la rossa saluta cordialmente Catia e Simonetta me le presenta.
La nera si chiama Fabrizia, è italianissima di genitori etiopi, evidente ricordo del nostro sventurato passato coloniale, la rossa è Patty, ed è palesemente irlandese anche se parla un ottimo italiano.
Senza spogliarsi Patty e Fabrizia infilano una porta e spariscono, Simonetta dice qualcosa nell’orecchio di Catia che sorride, si scusa e scappa via da un’altra uscita, evidentemente alla ricerca del suo massaggiatore preferito; rimango sola con Simonetta.
La quale mi fa la sua proposta, io dico di sì e Simonetta si rivela manager preparatissima, sfoderando un tablet sul quale registra immediatamente il mio numero di telefono e le mie caratteristiche: sì, sono completa, disposta a lavorare con coppie, disposta a lavorare con più clienti maschi, completamente bisex e no, niente sadomaso per favore e neanche bestialità. Cioè, rispondo all’ultima domanda ma non ci credo che me la ha posta, poi ricordo quello che era scappato detto ad Irina quella notte nei sotterranei dei ricconi e ci credo.
“Tesoro, vuoi per favore togliere l’accappatoio così ti faccio una foto?”.
Visto che sono in forma perfetta dopo il servizio completo del suo centro benessere dico che va bene, ma le chiedo il permesso di coprirmi in qualche modo la faccia. Lei dice di sì, certo, ed io incrocio artisticamente le braccia per nascondermi dietro le mani. Mi fotografa col tablet, e, come previsto, non è la faccia che interessa, visto che mi prega di voltarmi per immortalare il resto delle mie grazie.
“Sei venuta benissimo, guarda”.
Deve avere una qualche strana applicazione perché sullo schermo compaiono due coppie di foto, in bianco e nero ed a colori. Mi rendo conto che quelle in bianco e nero rimandano alle immagini dell’epoca d’oro dei casini e sì, sono anche venuta bene.
“Tesoro, per te non chiederò meno di cinquecento euro l’ora e ti prometto un preavviso di almeno mezza giornata. Faremo grandi cose, vedrai”.
Mi abbraccia e mi bacia sulla bocca: non sarà una sorta di rito di iniziazione e la devo scopare? Non ne avrei proprio voglia.

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