154

7 Set

Io racconto che il mio cliente mi ha elargito un fuori busta e vado a prendere i soldi che ho incassato, Marica si alza e fa lo stesso, buona ultima si muove anche Catia, non per scarsa voglia ma per il dolore.
Ammucchiamo le banconote sul tavolo di cucina, e io mi accorgo che la mia mancia ammonta a centosessanta euro, probabilmente tutto quello che il cliente aveva in tasca. A Marica brillano gli occhi, ormai il ghiaccio si è sciolto ed ha buttato via lo strofinaccio, Catia si appoggia al tavolo e si mette a sedere con cautela.
“Il mio cliente deve sospettare che qui ci sia un forte controllo sulle ragazze, altrimenti non mi avrebbe dato questi soldi di nascosto. Altro che affitto da strozzino, Catia: per incassare mille euro quanto devi lavorare”?
Catia ricomincia a piangere, più che di dolore di vergogna, e mi dice che lei prende un quarto delle marchette, un altro quarto è per le spese e la metà va a Peppe che ci mette le amicizie e la casa. Mi ha contato qualche balla, la sera in cui ci siamo conosciute, ma probabilmente era a beneficio di Irina, e non mio.
Ma se Peppe non è presente come fa ad incassare? Molto semplice, sa benissimo quanto si guadagna perché è lui a mandare i clienti. Oltre a questi tre oggi non è venuto nessuno, e Marica e Catia hanno preso botte e umiliazioni per cinquanta euro in tutto.
“Se tutto fosse andato liscio, ci avreste rimesso la mia marchetta, non è vero? Avreste dovuto dare a Peppe altri centocinquanta euro di tasca vostra”.
Catia annuisce. Allora perché mi ha invitata?
“Perché avevo paura che finisse male, se c’eri anche tu eravamo in tre, potevamo aiutarci meglio”.
Mi viene voglia di darle il resto, a Catia, che mi ha scientemente attirato in bocca al leone, me la faccio passare.
Le chiedo di riportarmi qui i miei vestiti, per favore, voglio andarmene e so già che dedicherò il resto della giornata a pensare a Marica e Catia chiuse qui dentro ad aspettare un tizio che può far loro qualsiasi cosa in cambio di cinquanta euro, neanche da riempirci il carrello della spesa.
Quindi faccio una cosa molto stupida e lascio centocinquanta euro sul tavolo prima di andarmene, Marica mi abbraccia e mi bacia, Catia mi zoppica dietro lungo il corridoio e prima che esca di casa quasi mi si inginocchia davanti per ringraziarmi.
“Catia, pensaci bene la prossima volta, prima di venire qui”, le dico, ”e se hai bisogno di aiuto chiamami, per favore”.
Scendo per le scale dandomi dell’idiota, e ricordandomi che non posso salvare il mondo intero.

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4 Risposte to “154”

  1. solounoscoglio settembre 8, 2012 a 8:21 am #

    per fortuna, c’è sempre qualcosa al di sopra del denaro…amicizia, amore…non dimentichiamolo mai….

    • euro150 settembre 8, 2012 a 10:45 am #

      In questo caso è stata soltanto compassione

  2. solounoscoglio settembre 9, 2012 a 11:17 am #

    L importante è che continui ad esserci qualcosa,
    Se no si diventa come gli “altri”, e noi vogliamo rimanere “alcuni”….almeno io ci tengo…

    • euro150 settembre 9, 2012 a 4:26 pm #

      Capire, ammirare, perdonare: altrimenti ti chiudi in te stessa

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