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14 Set

Non le ho tolto il collare, ma la ho portata a letto, mi sono fatta spogliare e mi sono seduta sulla sua faccia. Sono eccitatissima, appena sento la sua lingua sul clitoride vengo. Ma sarà una lunga notte, abbraccio Tiziana, le tolgo il collare e rifacciamo l’amore: vengo con due dita nel culo, lei mi raggiunge sfregandosi sul mio ginocchio.
Poi mi guarda, io capisco, le stringo di nuovo il collare alla gola, prendo un bellissimo dildo di vetro nero e la sodomizzo, sdraiata sulla schiena, le gambe a squadra.
E lei intanto mi racconta la serata al club con gli estranei curiosi.
“Mia signora, abbiamo messo in scena alcune scene di Histoire d’O”. Veramente dice ‘Ooooo’. “Al pubblico piace sempre, mia signora, e siamo stati bravi. Cominciavano la scena noi, poi chiamavamo il pubblico, per quello aveva pagato. Io ho fatto O nella casa di Anne Marie, ho pensato a te per tutto il tempo, prima mi ha frustata Silvia, e mi ha fatto tanto male, poi abbiamo fatto salire sul palcoscenico una spettatrice, aveva paura, poi è stata raggiunta dal marito e si è sciolta. Perdonami, mia signora, sono quasi venuta”. Dice ‘venutaaa’, le sto spingendo il dildo sempre più a fondo, ma ancora non mi chiede il permesso di venire.
“Mi è andata meglio che a Piera, che ha fatto la scena dell’ingresso a Roissy con un pancione che la ha brancicata da tutte le parti e non la ha neanche salutata, alla fine. Questa coppia, mia signora, poi mi ha raggiunto al momento del rinfresco, e abbiamo parlato a lungo”.
Credo di capire dove vuole andare a parare, faccio finta di niente, continuo a penetrarla e le chiedo di continuare.
“Mia signora, vorrebbero incontrarmi ancora, a casa loro. Ho spiegato loro che questa allieva appartiene alla sua padrona, te lo giuro”. Anzi, ‘giuroooo’, e afferra la testiera del letto.
“E allora hanno detto che vogliono conoscerti, e fanno in modo di esserci sabato prossimo, si fanno invitare da Master Marco”.
Adesso è tutto chiaro. Smetto di spingere, comincio a muovere il dildo lentamente avanti ed indietro.
“Posso, mia signora”?
Le nego il permesso stavolta, voglio sentirla arrivare fino alla fine.
“Se la mia signora è d’accordo, potresti incontrarli”. Si morde le labbra, poi continua: “Vorrebbero chiederti di lavorare per loro, mia signora. E di imparare dalla mia signora: la moglie si è scoperta dominatrice, il marito sottomesso”.
Mi fermo, Tiziana mi guarda preoccupata.
Mi chino e la bacio sulle labbra, e sulle sue labbra dico: “Adesso puoi”, spingendo di nuovo a fondo il dildo.

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