164

17 Set

La bottiglia è vuota e voglio che Tiziana faccia una cosa per me: ricordo Irina così sodomizzata dall’occhialuto, io non voglio essere così violenta, quindi le ordino di accovacciarsi e di prenderla lentamente nella fica, tenendo le mani dietro la nuca e le cosce ben aperte.
Tiziana risponde solo “sì, mia signora” ed obbedisce, con eleganza e fluidità di gesti: la prende tutta, è quasi seduta per terra.
Mi alzo e le schiaffo la fica in faccia: lei dice ancora “grazie mia signora” e comincia a baciarmi. Resisto neanche un minuto, vengo di nuovo, forte, mi scappa e le piscio anche in faccia.
“Grazie, mia signora”, dice, e si lecca le labbra.
La vedo che muove i fianchi e aspetto.
“Posso, mia signora”?
“Puoi, ma non far cadere la bottiglia”.
“Grazie, mia signora”.
Obbedisce: è bellissima.
Poi mi faccio accompagnare in bagno, le ordino di accovacciarsi in un angolo e mi lavo facendo finta di ignorarla, in realtà la guardo e mi innamoro sempre di più: è bellissima ed ha un’espressione felice.
Mi asciugo e la autorizzo a lavarsi con l’acqua fredda e senza sapone e non le permetto di asciugarsi; le ordino di restare in piedi in bagno, gambe larghe e braccia in alto, come fosse legata alla croce di Sant’Andrea, mentre mi rivesto. Non voglio andarmene via, ma mi dà un ulteriore piacere avere davanti a me la mia allieva nuda, e poi non ho ancora fatto una cosa per la quale è indispensabile che io calzi le mie decoltè.
Voglio farla, e poi mettermi a dormire abbracciata con lei.
Sono pronta ma squilla il mio telefonino. Mi maledico per non averlo spento, poi penso che deve essere Irina che mi avverte che è tornata a casa e rispondo.
Rispondo e mi cade il cielo sulla testa: il numero è quello di Irina, ma la voce è quella di Aliena, che ripete in maniera appena comprensibile “per favore Stella vieni qui, abbiamo bisogno di te”. Non è solo l’accento, sta singhiozzando.
Inutile chiederle cosa c’è, in realtà non ascolta. Quindi faccio quello che devo fare: dico che arrivo.
Devo lasciare Tiziana: per fortuna sono una mistress e non devo certamente giustificarmi. Quindi mi faccio di nuovo leccare i piedi, le dico che è stata un’allieva accettabile e che, per premio, domani mattina appena sveglia potrà accarezzarsi e mandarmi un messaggio dopo aver goduto.
Tiziana, faccia a terra e culo in aria, si vedono ancora i segni delle frustate e mi viene voglia di baciarli, risponde “sì mia signora, grazie mia signora”.
Prima di pentirmi esco senza guardarmi indietro e salto sul motorino. Cosa è capitato ad Irina? Temo che lo scoprirò anche troppo presto, mentre attraverso il centro di Roma ancora affollato e mi districo da qualche ingorgo causato dai bevitori che bivaccano in ogni angolo. Mi sembra di metterci un’eternità e invece, con mia sorpresa, scopro che è passato soltanto un quarto d’ora quando tiro giù il cavalletto e lego la moto a quello che mi viene ormai da chiamare il mio palo, proprio davanti al portone.
Il portone è aperto, è aperta anche la porta di casa, in cima alle scale che percorro il più in fretta possibile, e sulla soglia c’è Aliena che singhiozza e quasi mi cade tra le braccia.
La trascino dentro, lei chiude la porta e mi guida in camera da letto.

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2 Risposte to “164”

  1. baffo settembre 18, 2012 a 10:05 am #

    Non lasciarci troppo in apprensione cazzolina

    • euro150 settembre 18, 2012 a 4:55 pm #

      Abbi pazienza, un po’ di suspense ci vuole

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