183

6 Ott

Aliena mette giù il bicchiere ed approfitta di una pausa nell’esposizione di Catia per
dire la sua. Dunque, gli uomini sono sempre pericolosi, dice lei, quelli che pagano le
donne ancora di più, e quando ti trovi con chi vuol fare queste cose di gruppo il rischio
è massimo. Magnifica dichiarazione di pessimismo cosmico, ma Aliena tra cosette personali
e quanto capitato a persone a lei vicine ha una bella esperienza. Però, continua, sono
rischi che dobbiamo correre visto che li abbiamo accettati quando ci siamo messe a fare il
nostro lavoro.
Catia annuisce, Fabrizia dice che le dà fastidio solo la cosa di servirli e riverirli,
faranno certamente battute idiote sulla schiavetta nera e proprio non ce n’è bisogno.
“Bene”, dice Catia, “prova ad imboscarti in bagno quando è il momento, noi ti copriamo”.
“No, grazie, come dice la bionda qui”, e abbozza una carezza a Aliena, “fa parte dei
rischi del mestiere”. Fabrizia è straordinariamente percettiva, mi sembra, perché guarda
fisso Aliena negli occhi tornati blu e conclude: “Tu parli per esperienza personale,
davvero”.
Io provo a tornare sull’argomento, ma prima passo in giro la zuppiera con l’invito a
svuotarla, è inutile conservare la pasta, e poi non c’è altro da mangiare.
Catia, mentre si serve generosamente, dice che qualche ferita ce l’abbiamo tutte, e non
solo per il mestiere che facciamo ma proprio perché siamo esseri umani, io non voglio fare
la vittima e infatti ci pensa Fabrizia a concludere che abbiamo segni e ferite perché
siamo donne.
Allora svuotiamo i bicchieri per brindare alle donne, non soltanto noi ma a tutte le donne
del mondo, ne abbiamo bisogno.
Io cerco di riportare la conversazione sul necessario piano di concretezza, chiedendo a
Catia delle caratteristiche di questi clienti.
“Non sono giovanissimi, ovviamente, comunque con le pillolette gialle o blu possono
tranquillamente fare mattina, Ce n’è uno solo che è veramente grosso e quindi bisogna
stare attente con lui, potrebbe farci male”.
Ma quanto ci sarà da lavorare? Io lo penso, Fabrizia lo chiede.
“L’altra volta ognuno di loro ci ha scopate tutte almeno una volta, e hanno voluto vedere
tre volte il sessantanove: una era Patty, tu Stella l’hai conosciuta, l’altra era Rita”.
Fabrizia annuisce, dice che è una simpatica biondina. “Poi hanno chiesto altre cosette,
insomma abbiamo cominciato alle dieci di sera e finito alle quattro del mattino”. Ma sono
soltanto in quattro, con Catia alla festa di Michi ne abbiamo viste ben altre, di cose che
voi umani non potete neanche immaginare.
In conclusione, abbiamo parlato di tutto tranne che di soldi. Di quello si occuperà
Simonetta: Catia dice che domani la avvertirà che io sono disponibile e quindi riceverò
una sua chiamata con le necessarie indicazioni.

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3 Risposte to “183”

  1. solounoscoglio ottobre 6, 2012 a 5:22 pm #

    Brindo anche io alle donne, perché, come disse una mia vecchia zia: meglio donne con le palle, che uomini coglioni!

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