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22 Ott

Interrompo il gioco di dominazione dopo neanche un minuto, mi inginocchio davanti a lei, ricomincio a baciarla e le infilo una mano fra le gambe; lei fa lo stesso e mi infila due dita dentro con eccessivo entusiasmo. Per la sorpresa barcollo e lei ne approfitta per rovesciarmi sulla schiena e venirmi sopra; ancora un po’ impacciata dai pantaloni che le sono scesi alle caviglie scalcia per liberarsene e infila una gamba tra le mie.
La lascio fare, ora non importa più visto che ho stabilito il principio; incazzata o no, mi scopa elegantemente con il ginocchio, con una mano mi accarezza il seno, con l’altra ha imprigionato saldamente i miei polsi.
Mi sussurra: “Non provarci mai più, butta troia, sono io la padrona”, non perdo neanche tempo a rispondere e fingo di venire. Lei ci rimane male, ma non ha tempo di fare niente perché Lucio e Paolo non hanno più voglia di guardare e pretendono di partecipare.
E visto che loro hanno i soldi ed il potere e noi no, eccoci da brave ragazze a darci da fare con la bocca, inginocchiate fianco a fianco: Lucio ha scelto me, Paolo lei, due sottomesse e disponibili puttane, davvero uguali in tutto e per tutto.
Lucio, oltre ai baffoni, porta un cazzo davvero enorme e, cosa strana, circonciso: non mi era mai capitato prima con un italiano. Fortunatamente lo usa con delicatezza, mi lascia fare, non spinge, non cerca la mia gola, non mi ha neanche messo una mano sulla nuca. Però non mi dà neppure un segno, non si muove, se ne sta tranquillamente affondato in poltrona e non capisco se gli piace quello che faccio.
Accanto a me Fabrizia non è così fortunata, la sento deglutire a fatica, Paolo si è alzato in piedi per infilarle meglio il cazzo in bocca e le tiene la testa con le due mani: non si sono spogliati, non hanno neanche allentato le cravatte.
Finalmente Lucio mi allontana con fermezza, alzo la testa e mi accorgo che è contento, mi sorride, lo ha fatto perché stava per venire. Mi chiede di girarmi e mettermi a quattro zampe, sempre dicendo per favore. Mi dice anche grazie quando eseguo.
Voltandomi, vedo che Stefano e Pietro ancora banchettano sul corpo di Catia, si sono scambiati di posto ed ora Stefano è dietro di lei e la tiene per i polsi, Pietro si serve della sua bocca ma sembra che vada tutto bene.
Lucio mi prende da dietro, cautamente. Non vuole il mio culo, per fortuna, comunque mi infilza profondamente e comincia a muoversi; mi ha preso per i fianchi e mi chiede a bassa voce di stare ferma, per favore, e di abbassare la testa. Avranno magari il braccino corto ma sembrano davvero molto cortesi.
E così, a testa in giù, vedo in primo piano, inquadrato tra le mie tette che penzolano ed oscillano, il suo cazzo che entra ed esce da me, le palle che ballonzolano e che non mi ha chiesto di toccare e sullo sfondo i suoi pantaloni scuri: ha trovato un ritmo che lo soddisfa e che a me non crea problemi, non pensavo di essere così profonda.
“Toccami le palle, per favore”. Eccolo qui, cautamente sposto il peso sul braccio sinistro ed allungo il destro all’indietro, le ho prese al primo colpo, le accarezzo delicatamente.
“Grazie, adesso strizzale un pochino”.
Questa è più difficile, ho paura di fargli male, chiudo lentamente la mano e sento che mi si conficca più a fondo: è venuto.
“Grazie”. E non si è ancora staccato da me.

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