202

24 Ott

La situazione sembra sotto controllo. In nostra assenza i clienti hanno dato mano alle sigarette ed è comparsa una bottiglia dall’aspetto molto costoso dalla quale riempiono bicchieri panciuti: deve essere cognac.
Catia fa la gattina seduta sulle ginocchia di Stefano, si muove lentamente per coprire e scoprire la fica agli occhi di Lucio che è in piedi lì accanto e sembra pensare ad altro, Pietro e Paolo parlano fitto fitto in un angolo. Per la verità, non credo che possano già ricominciare e la fretta di Catia mi sembra eccessiva.
Entrate nella stanza, Paolo molla immediatamente Pietro e mi viene incontro, mi prende per mano e mi fa accomodare sul divano, poi fa segno a Fabrizia di sedersi accanto a me. Guarda anche Catia, ma vedo benissimo che Stefano fa segno di no. Insomma, vuole vedere un’altra lesbicata, ma stavolta vuol fare da regista; i suoi amici si avvicinano, Stefano infila una mano fra le gambe di Catia e sorride indulgente.
E così seguiamo le istruzioni di Paolo, che ha visto abbastanza porno in vita sua per organizzare una scena coi fiocchi, o almeno crede lui.
Cerchiamo di seguire le sue indicazioni, ma ad un certo punto io mi trovo a testa in giù, appesa alle tette di Fabrizia a sua volta seduta in precario equilibrio sul bracciolo del divano.
Stefano prende in pugno la situazione, smette di palpare Catia e ci prega di fermarci e di ricominciare come piace a noi, senza stare a sentire “Federico Fellini”. Ridono, tranne Paolo che la prende un po’ male, e per fortuna Fabrizia ed io siamo rimaste ferme e zitte.
Per prima cosa lasciamo stare il divano, che chissà perchè non è adatto anche se sembra comodissimo, e ci riaccomodiamo sul tappeto. Poi,faccio condurre il gioco a Fabrizia, per metterla alla prova e vedere se ha ancora voglia di fare la dura.
Lei mi stende e mi viene sopra, mi abbraccia e coglie l’occasione per dirmi in un orecchio: “Non sono sicura di averti perdonata”, tanto per farmi preoccupare; poi tira fuori la lingua e comincia a leccarmi.
Si muove come un serpente scivolando sul mio corpo, sento la sua lingua dappertutto e accidenti se mi piace, e chi se ne frega se stiamo lavorando, mi arrendo, allungo le braccia sopra la testa, chiudo gli occhi e allargo le cosce. Mi piace anche sentire i suoi capezzoli sulla mia pelle, sono eretti e duri, quasi mi graffiano quando mi si strofina contro per farmi sentire la lingua dietro, lungo il filo della schiena.
Molto da lontano, una voce maschile: “Le piace proprio”.
La lingua di Fabrizia nell’ombelico, mi aspetto di sentirla nella fica e invece mi infila di nuovo dentro due dita. Non lo faccio apposta, punto sui tacchi e mi inarco metà per la sorpresa metà per il piacere, e tutta la mano di Fabrizia sparisce dentro di me.
La stessa voce, la sento più vicina: “Che brave”.
“Girati”, mi ordina Fabrizia, ed io faccio perno sulla sua mano dentro di me e mi stendo bocconi; lei mi sale sopra, è snodatissima e riesce ancora a tenermi la mano dentro, mi pesa con l’inguine sul culo come se mi prendesse anche lì.
Stringo i pugni per controllarmi, questi qui pagano troppo poco per meritarsi un orgasmo vero. Appena in tempo, perché Fabrizia sfila la mano e la sensazione è fortissima, come è fortissima quando mi infila due dita in bocca.
“Lecca”, ordina a voce alta, e poi, molto più piano, all’orecchio: “Mi piaci troppo, sei perdonata, davvero”.

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4 Risposte to “202”

  1. dolcezzasicula ottobre 24, 2012 a 6:45 pm #

    Che descrizione Stupenda della scena ho immaginato di essere li e devo ammettere che la situazione mi ha eccitato no poco….Signora….
    Le auguro una piacevole serata Signora, un dolce bacio, dolceslave

    • euro150 ottobre 24, 2012 a 7:21 pm #

      Grazie, sono lieta di sentirti così coinvolta

  2. Domenico Corradini H. Broussard ottobre 25, 2012 a 5:02 pm #

    non è un commento
    ma non ho altro modo per ringraziarla dell’Amicizia di cui ha detto nel blog Toghe e che ricambio

    quella Francesca io quasi mai la capisco, mea culpa

    continui con questo suo romanzo e sappia che io la leggo

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