217

8 Nov

Quando faccio sesso con una donna che non conosco, applico sempre il principio di farle quello che vorrei fosse fatto a me e nonostante qualche idiosincrasia Ninni è almeno pulita e profumata; le infilo serenamente la lingua nel buco del culo dopo averne leccato brevemente l’orlo e la sento respirare più forte.
Passo alla fica integralmente depilata, in evidenza contro l’orlo del tavolo. E’ ancora asciutta e chiusa, ma io ho pazienza e tempo, deve durare un’ora, e faccio passare la lingua sulle grandi labbra. Ottengo una prima reazione, lei allarga le gambe e si sporge ancora di più all’indietro; ottima idea, posso facilmente raggiungere il clitoride, sul quale comincio a lavorare con le labbra e con i denti.
Da sotto in su come sono, mi accorgo che la vagina si sta rilassando, quindi colgo l’occasione per infilarci la lingua, al volo, prima di tornare al clitoride.
“Bene, adesso ficcami due dita in culo, ma forte, e senza smettere di leccare”.
Ogni suo desiderio è un ordine, anche se adesso la cosa è più complicata perché non ho modo, da dove mi trovo, di prendere la mira; manovro con circospezione con indice e medio per trovare la posizione e poi le affondo insieme.
Ninni sobbalza ma la tengo inchiodata al tavolo per il buco del culo; però sono pronta a mollare tutto, magari le ho fatto male.
Invece no. “Spingi di più”, dice. Ovviamente obbedisco, sento le dita penetrare fino al palmo, non posso affondare di più allora comincio a muoverle.
Sono scomodissima, tutta contorta, ma Ninni si diverte: la cliente prima di ogni cosa. Ma quanto ci mette a venire?
“L’altra mano nella fica”.
Accidenti, non è mai contenta, vuole addirittura tutta la mano: e sia, provvedo.
“Più a fondo, più a fondo, ancora”.
Ho la sinistra dentro fino al polso, smetto di leccare e cambio posizione perché mi chiede di scoparla bene nella fica. Forse ci siamo, non vedo l’ora.
E sì, ci siamo; la sento dire qualcosa che non capisco, forse un nome, la sento che si irrigidisce attorno alle mie dita dentro di lei, poi che si rilassa. Non mi muovo, aspetto che mi dica cosa vuole, ma resta ferma e zitta, ed io faccio lo stesso: sono in una posizione più comoda adesso, in piedi come un uomo che prende la donna da dietro, posso resistere quanto vuole.
Sempre senza girare la testa Ninni dice “Grazie, basta così, lasciami sola, per favore. E non dire niente”.

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4 Risposte to “217”

  1. solounoscoglio novembre 9, 2012 a 10:21 am #

    avverto una punta di malinconia in questo racconto….

    • euro150 novembre 9, 2012 a 5:58 pm #

      Sì, una donna molto sola, mi è sembrata

  2. Stellina novembre 9, 2012 a 11:42 am #

    Questo è essere delle professioniste!!!

  3. michele1966 novembre 10, 2012 a 11:47 am #

    un mix di passione e sensualità con un fondo di desiderio inappagato, di sogno irrealizzato…
    brava, mi piace molto

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