247

8 Dic

mercatoMi rifiuto di far finta di litigare per pagare il conto e lascio l’onore a Michelle, la prossima volta ci penserò io.
Adesso rotta sui Castelli, e magari se non troviamo traffico facciamo anche in tempo a mangiare con calma in quel ristorante dove sono andata con Irina e Lorenzo.
Aliena non mi chiede niente, mi abbraccia saldamente e si gode la passeggiata prima attraverso il centro, poi lungo l’Appia. Ma non significa che il suo cervello non funzioni: siamo ferme ad un semaforo e alza la visiera del casco per dire che Michelle è molto carina e le piacerebbe lavorare con lei e con me, e mi sembra che aggiunga me all’elenco solo perché sa bene che non ho certo intenzione di mandarla allo sbaraglio da sola.
Ad un altro semaforo le spiego dove stiamo andando e lei è tutta contenta, Irina le aveva raccontato che si mangia bene e che c’è un bellissimo panorama.
Poi non c’è più tempo per fare conversazione, lasciamo l’Appia e tiro un po’ il collo alla Ural sulla strada che si stacca dall’Appia e si arrampica fino a Castel Gandolfo; in realtà non c’è alcuna fretta, ma mi piace come questa moto risponde sulle curve e riparte in salita. Aliena non si scompone neanche quando sbaglio una piega e per un pelo non finiamo contro un albero: fatalismo slavo o fiducia pressoché cieca?
Facendo rombare ancora il motore ci infiliamo in un parcheggio piuttosto pieno: non abbiamo prenotato, non è che ci lasceranno digiune?
Per fortuna no, e ci danno un bellissimo tavolo sul lago: ho riconosciuto il cameriere e lui ha riconosciuto me, mi strizza l’occhio ogni volta che mi passa davanti e ci serve con una velocità impressionante bloccandosi ogni volta davanti alla scollatura di Aliena.
Alla fine, quando gli consegno la carta di credito, mi prega di seguirlo perché non funziona il lettore mobile ed io devo inserire il codice segreto; così trovo il titolare, dietro la cassa, che mi propone di strappare il conto se gli mando Aliena nell’ufficio, e magari anche il cameriere pensa di ritagliarsi un pompino. No grazie, posso permettermi un pranzo di pesce per due da 150 euro; anzi.
“Visto che avete problemi con la linea pago in contanti”, dico, “e siccome siete interessati vi lascio il mio biglietto: vedete, noi costiamo un po’ di più”.
Ci credereste? Alla fine devo anche fare storie per avere la ricevuta fiscale, mi sa che non li avrò come clienti, ma anche loro ne hanno perso uno, parola d’onore.

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Una Risposta to “247”

  1. solounoscoglio dicembre 10, 2012 a 1:48 pm #

    così si fa, brava!

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