255

16 Dic

cellar1Sulla porta ci aspetta una donna molto alta, con una gran massa di capelli bianchi perfettamente acconciati, in smoking: giacca bianca, pantaloni neri, camicia dal colletto anni trenta, fascia nera alla vita che sottolinea un fisico snello; avrà una cinquantina d’anni, il viso con qualche ruga illuminato da un paio di occhi di un verde chiarissimo. Michelle la abbraccia e me la presenta come Paola, ci stringiamo la mano e la seguiamo nell’appartamento.
Paola ci guida fino ad una porta, dove veniamo raggiunte dalla sua compagna, una trentenne piccola e magra. Capelli sale e pepe cortissimi, praticamente a spazzola, un gran naso a becco, occhi neri penetranti, indossa un completo grigio di taglio maschile, camicia bianca e cravatta sobria. Si chiama Silvia, anche lei mi stringe la mano un po’ freddamente, mentre abbraccia Michelle che ormai deve essere di famiglia. Messe una accanto all’altra sembrano una caricatura delle lesbiche ricche ed in carriera partorita dalla peggiore mentalità maschile, e secondo me lo fanno apposta.
Silvia e Paola ci lasciano sole, Michelle apre la porta ed entriamo in una piccola stanza da letto, palesemente una stanza per gli ospiti. Michelle sa cosa fare, per prima cosa apre il cassetto del comodino e ne estrae due rotoli di banconote: niente buste, qui non si usano eufemismi. Uno a testa, li contiamo, sono i mille euro pattuiti che metto al sicuro in fondo alla borsetta.
Poi fa scorrere l’anta dell’armadio e mi fa segno di avvicinarmi. Ordinatamente appesi ci sono due completi mimetici, giacca e pantaloni verde oliva con chiazze nere, marroni e gialle: è ovvio che dobbiamo indossarli.
Sottovoce, mentre ci spogliamo e poi rivestiamo, Michelle mi dice che l’altra volta ha indossato un completo da ciclista, e prima ancora un’uniforme da liceale giapponese. Ma guarda, un po’ come ho fatto io da Nina, ci avevo azzeccato alla grande.
Mi ripete di non preoccuparmi, Paola e Silvia sono bravissime persone, ma sembra perplessa e lo sono anch’io: che razza di gioco erotico hanno in mente?
Nella mia mimetica quasi scompaio, è enorme e goffa: per fortuna nei passanti dei pantaloni è già infilata una cintura di canapa con tanto di fregio dell’esercito sulla fibbia: la stringo più che posso, ma per la giacca non posso fare nulla e rinuncio ad abbottonarla. Sotto non indossiamo niente, siamo anche scalze.
“La prima volta c’erano anche reggiseno e mutandine di cotone, da bambina”, mi spiega Michelle, “la seconda niente biancheria, come adesso”.
Mi frugo nelle tasche, tanto per fare qualcosa, e le mie dita trovano una catenina di metallo con attaccata una piastrina di riconoscimento, sopra c’è scritto Mario Rossi. Ce n’è una anche per Michelle che conciata così sta addirittura peggio di me: è più alta ma anche più magra, sembra uno spaventapasseri.
“Le dobbiamo mettere”, dico, e do il buon esempio. Michelle mi imita e legge il nome inciso sulla sua: Luigi Bianchi; non hanno fatto certamente sforzi di fantasia.
Nient’altro nella tasche: adesso che si fa?
“Dobbiamo aspettare che ci chiamino o ci vengano a prendere”, mi risponde Michelle, che approfitta della pausa per ripiegare ordinatamente i suoi abiti; lo faccio anch’io, prendendo nota che, per una volta, lavoro con una collega che ha meno seno di me.
Non dobbiamo attendere a lungo: dietro la porta risuona la voce di Paola che ci ordina di spegnere la luce, aprire la porta e venire fuori uno alla volta, prima Mario e poi Luigi. Ci chiamano con i nomi delle piastrine, il gioco è già cominciato.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: