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23 Dic

6a00d83451b90769e2014e5f9df0ca970c-500wiSilvia scherza ma neanche tanto, nei suoi occhi c’è uno scintillio che segnala come sia una donna pericolosa, e temo proprio che ce l’abbia con me: ho esagerato, colpa del secondo whisky.
Michelle si accorge che sta per succedere qualcosa, lascia il cazzo nelle mani di Silvia e si mette a sedere il più lontano possibile. Paola invece vuole continuare a giocare, mi tiene saldamente per la vita e si meraviglia quando mi fermo.
Silvia guarda la fidanzata un po’ di traverso e lei mi lascia andare, mi alzo per fronteggiarla, sono più alta di lei e siamo entrambe nude, non dovrebbe farmi tanta paura. E invece sì.
Silvia è gentilissima e sorridente: “Ti avevo promesso di farti provare il mio cazzo, e credo che Paola sarà più che disposta a farti da partner”.
Sono finita nel bel mezzo di una sfida per la supremazia all’interno della coppia, e non ne sono contenta per niente: se tutto va bene, ho perso le clienti.
E che sia una sfida in corso da parecchio tempo me lo conferma la risposta di Paola: “Ma certo, perché no? Immagino però che non vorrai lasciare Michelle a bocca asciutta, se le presto il mio”.
Silvia non può ovviamente tirarsi indietro, Michelle lo farebbe volentieri per non essere coinvolta ma stiamo lavorando e non può ovviamente rifiutarsi.
E così dopo il tempo tecnico necessario ad infilare i preservativi anche sulle basi la serata evolve in una scena inattesa, con le clienti in ginocchio a spompinare i cazzi finti indossati dalle puttane.
Silvia ha preteso che Michelle ed io restassimo in piedi, ai due lati opposti della stanza, e così io vedo bene il suo culo, sulla quale già brilla un bello strato di crema: se la è spalmata da sola, con grande attenzione, indecisa se prendersela con me o con Paola.
Paola invece prima di inginocchiarsi ai miei piedi mi ha consegnato il tubetto, pregandomi di mettergliela solo all’ultimo momento, e adesso sta muovendo piano la testa e la base del cazzo mi accarezza gentilmente le labbra della fica. Mi guarda dal basso verso l’altro, si ferma per un istante e mi sorride, non se l’è certamente presa con me, o almeno spero. Delicatamente le metto una mano sulla nuca, sperando che Michelle mi veda e capisca che deve fare qualcosa di più che restare appoggiata alla parete, in fondo Silvia non l’ammazzerà certamente.
Faccio anche di più, ricambio lo sguardo ed il sorriso e dico a Paola che è bravissima e di Michelle e Silvia mi disinteresso: si arrangino.

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