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28 Dic

schiele1Silvia non si accorge nemmeno che Paola, accanto a noi, è venuta in maniera soddisfacente, a giudicare dall’educato urletto che ho sentito: vuole farsi spiegare per filo e per segno cosa faremo e come e quando e mentre le parlo del sotterraneo per l’addestramento delle allieve e del sottotetto in cui potremo imprigionarle se avremo voglia di fare una passeggiata comincia ad accarezzarsi.
Non se ne parla proprio, ci sono qui io: senza perdere un colpo le spiego che io sono contraria all’uso della canna di bambù perché lascia troppi segni e sostituisco la sua mano con la mia.
Arrivo a spiegarle che i sub dovranno mangiare dalle nostre mani, e la sento venire, con lo stesso urlo di quando ha goduto col culo.
Questo entusiasmo mi preoccupa.
E preoccupa anche Paola, che accarezza quasi materna i capelli di Michelle e dice che chissà come le è venuta in testa questa cosa delle uniformi per stasera ma che non ha intenzione di accontentarla sul sadomasochismo. Così cerca di alleggerire l’atmosfera e di cambiare argomento facendo notare alla fidanzata: “Sono ore che queste due brave ragazze si impegnano e si affaticano per farci godere, si sono prestate a tutte le nostre richieste, e non hanno avuto niente in cambio”.
Silvia ribatte che siamo state pagate per questo lavoro ma Paola non se ne cura: “Sono donne come noi, hanno diritto al piacere”.
Silvia protesta che Michelle si è divertita eccome, prima, ma Paola è un fiume in piena: “Adesso tocca a noi farle godere, e magari potrebbe essere anche divertente fare una piccola gara”.
Io ascolto ed apprezzo la schermaglia dialettica, ed ecco Paola colpire il punto debole di Silvia: è competitiva al massimo, e se la sfidi lei accetta sempre.
E così la gara è a chi di loro due farà godere per prima la partner: Silvia è subito preda della febbre agonistica ma Paola si diverte di più ad organizzare.
Quindi no, non ce le scegliamo, dice, tiriamo a sorte, e con qualcosa di molto simile ad un lampo di genio mi prega di andare a recuperare le nostre mutandine: gran bella idea, mi sa che la copierò, penso, quando mi chiede di mettere l’elegantissimo perizoma di pizzo di Michelle e le mie culotte di cotone in una scatola di latta che ha contenuto dei biscotti.
“Non diteci subito di chi sono, vogliamo anche provare ad indovinare”, dice poi.
Michelle la prega di aspettare un momento e chiede se può offrirci qualcosa da bere, prima, ed io mi associo; abbandono l’urna improvvisata e mi faccio un altro whisky con ghiaccio, ne ho proprio bisogno.
Poso il bicchiere.
“Stella, reggi tu la scatola, per favore”, mi dice Silvia; infila una mano ed estrae le mie mutandine, le guarda, ci pensa un po’ e dichiara: “Mi sono fatta un’idea”.
Paola considera il perizoma di Michelle, mi gira intorno per guardarmi il culo e sorride: “Anch’io”.
Anch’io mi sto divertendo, faccio segno a Michelle di avvicinarsi e le metto un braccio attorno alla vita. Presa nel gioco, è lei a chiedere ondeggiando leggermente i fianchi: “E allora”?
Silvia fa due passi e mi strizza un seno: ”Sono tue, vero?”
Io non rispondo e Michelle dice: “Vogliamo prima sentire anche Paola”.
Paola si avvicina e mi strizza l’altro seno: “Le tue sono queste, vero?”
Io lascio l’onore della risposta a Michelle, che senza parlare si impossessa del suo perizoma e se lo drappeggia sui fianchi: a quanto pare la prima parte della sfida è appannaggio di Silvia.

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