289

20 Gen

6a00d83451b90769e20153903abaa3970b-400wiPaola si riveste in fretta e scappa via come inseguita da una torma di demoni con i forconi: non si aspettava uno spettacolo del genere, e per la verità io pensavo di mostrarle l’amore della sub, non certo la sua indisciplina. Resto con Tiziana in ginocchio, gli occhi pesti e rossi per le lacrime. Sarebbe il momento di liberarla e coccolarla, forse, ma voglio lasciarla ancora per un po’ nel dubbio e le ordino di prepararmi il bagno.
Mentre l’acqua riempie la vasca mi faccio delicatamente spogliare; non ho lasciato la canna e Tiziana si muove come un topolino impaurito, non l’ho mai vista così, ed anche quando si prosterna per leccarmi i piedi dopo avermi tolto scarpe e calze è meno elegante e più impacciata del solito. Insomma, è ancora spaventata, e adesso da lei non voglio più questo.
Mi infilo nella vasca e le faccio segno di raggiungermi nell’acqua dalla temperatura ideale; la vasca è piccola e lei deve accoccolarsi sul mio grembo, a disagio per la paura e per il dolore al culo così segnato.
La abbraccio e le insapono i seni, poi scendo e comincio ad accarezzarle la fica come per tranquillizzarla. Mi dice piano, senza voltarsi, “Grazie, mia signora”.
La sento che si rilassa, appoggia le mani sulle mie cosce per gravare meno sul culo, e allora le dico che è una brava allieva e che non ho meno fiducia in lei per un solo errore.
“Mia signora, questa allieva è felice di sentirlo dire dalla mia signora. Ed è felice di sentire le mani della mia signora sul suo corpo, come è felice di sentire la canna della mia signora quando la merita”.
Sott’acqua, ho trovato il clitoride e lo sfioro con le unghie. Tiziana sussulta, non certamente di dolore. Passo ad accarezzarle i fianchi e trovo i segni della punizione, Tiziana sussulta di nuovo, e sono convinta che neanche stavolta sia per il dolore.
“Puoi venire, voglio sentirlo”.
E viene abbandonandosi contro il mio petto, sussurrando il rituale “Grazie, mia signora”.
Al che rispondo appoggiando le labbra sul suo orecchio e dicendo molto piano: “Ti amo”. Ed è vero, ed è il momento di dirlo.
Lei si volta a metà, mi guarda di sbieco e subito abbassa gli occhi.
“Mia signora, questa allieva sarà sempre tua. Grazie, mia signora, per avermelo detto”.
“Voglio che ti riposi per qualche giorno e voglio venire a casa tua. Domenica sera sarò da te, e non te lo ordino ma te lo chiedo, dimmi se va bene”.
“Grazie, mia signora. Domenica sera andrà benissimo. Vorresti conoscere anche Giorgia e Gianna?”.
Già, la figlia e la sua fidanzata. Rispondo che va benissimo.
“Vorresti portare anche Mistress Aliena? Questa allieva è certa che a Giorgia piacerebbe molto”.
Veramente preferirei di no, ma capisco che non posso lasciarla sola per andare a divertirmi, e poi le farà bene conoscere una famiglia italiana, sia pure strana, che sembra funzionare, quindi rispondo che verrà certamente anche lei e la bacio sulla guancia. L’acqua si sta raffreddando, ed io devo tornare a casa.

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3 Risposte to “289”

  1. roba da matti gennaio 21, 2013 a 1:28 am #

    ma ci sei mai stata da uno psichiatra?

    Risposta:
    io no, e tu?

    • dolcezzasicula gennaio 22, 2013 a 12:27 am #

      Domanda perchè mai la proprietaria del blog dovrebbe andare dallo psichiatra?

    • rtrt settembre 16, 2013 a 8:47 am #

      …secondo me sono invece tanti gli psichiatri che sono andati, e andate, da lei!

      Risposta:
      😀

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