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23 Gen

imagesCA85W312Riferisco ad Aliena le conversazioni con Pierina e Deborah e intanto mi abbuffo di peperoni, melanzane e zucchine al forno con cipolla e salsa di pomodoro: ottimo.
Aliena mi spiega che ha trovato la ricetta su internet e che purtroppo ha dimenticato di comprare i filetti di acciuga e le olive nere e verdi. Le dico che mi piace tantissimo anche così e la faccio felice.
E’ felice anche perché lavoreremo assieme, e dice che conta su di me per evitare guai, ancora non si fida degli orientali. Io personalmente non ne ho mai conosciuto nessuno, tranne il vecchio portiere del palazzo che adesso abbiamo mandato via per risparmiare, un filippino che rideva sempre, e per sentito dire so che non sono particolarmente dotati e quindi sono molto suscettibili in materia.
Aliena dice che il tartaro ce l’aveva enorme e durissimo: la questione resta impregiudicata, ma i tartari secondo me sono più di ceppo turco che giapponese, quindi non ci resta che aspettare e vedere.
Aliena mi versa il vino e mi incita a mangiare ancora ed io sono ben lieta di accontentarla. A voce bassa, molto seria, mi chiede se mi fido di Deborah. Non c’è risposta neanche a questa domanda, in alternativa potrei telefonare a Fabrizia per chiederle aiuto.
Anzi, lo faccio subito, e ne rimedio una risata: niente da fare, Fabrizia è fuori combattimento causa mestruazioni, anche se mi ringrazia per il pensiero e promette che alla prima occasione ricambierà.
Mi dice anche di non preoccuparmi: ha avuto a che fare con i giapponesi fino a qualche anno fa e li ha sempre considerati ottimi clienti, puliti, di poche pretese e soprattutto piccoli piccoli. Se hanno un difetto, è che sono molto razzisti: chi non è giapponese è decisamente un essere inferiore, figurati una che è addirittura nera.
“Comunque basta fare un po’ finta che ti faccia male prenderli tanto sono grossi e li farai felici”.
La ringrazio, ma sono un po’ contrariata, Aliena svuota la bottiglia nel mio bicchiere e solo adesso mi accorgo che è un bianco francese che costa più di un pompino.
Aliena ride, neanche mi avesse letto nel pensiero, e mi dice che no, non ha fatto un cambio merce, le andava di spendere un po’ dei soldi che ha guadagnato lavorando con me.
Rido anch’io ed il telefono squilla di nuovo: sgrano tanto d’occhi, è il numero di Paola. Rispondo chiedendomi cosa vuole ancora e riconosco la voce di Silvia, allegrissima.
“Sono nella vasca da bagno con Paola che fa la geisha e ti voglio ringraziare per tutto quello che hai fatto, anche oggi”, mi dice, e insomma, con qualche giro di parole mi spiega che è felicissima che io sia una puttana onesta e non una mignotta calcolatrice che avrebbe potuto portarle via la fidanzata e svuotarle il conto in banca. Mi dice anche che Paola ha deciso che cancellare foto e video di ieri è un’ottima soluzione e mi consiglia di fare lo stesso. Non basta.
“Non te la prendere, ma per un bel po’ non credo che ci vedremo”, conclude,”con Paola abbiamo deciso che ci accontenteremo di ragazze con minor temperamento del tuo ma che ci potranno garantire giornate più tranquille”.
Ci rimango un po male, per la verità.

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