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14 Feb

262968065711570138_K2xTgRde_bCome al solito, il profumo delle uova mi ha sbloccato l’appetito ed ho mangiato con gusto. Alla fine, Aliena mi ha chiesto molto gentilmente di farla godere con la lingua, chiedendomi scusa se non ricambiava ma si sentiva stanca e voleva, così, propiziare un altro pisolino.
Le ho risposto che lo facevo molto volentieri e che nel frattempo, con il suo permesso, mi sarei accarezzata: lei ha riso, e ha detto che la facevo sentire molto Mistress Aliena, così. Siamo venute assieme, lei sulla mia bocca ed io, in ginocchio fra le sue gambe, sulla mia mano, e assieme siamo andate a dormire un altro po’. Ho deciso di mettere la sveglia e ho fatto bene perché abbiamo dormito come due sassi e ci ha svegliate solo il penetrante squillo elettronico, alle sei.
E adesso siamo davanti al sexy shop, che è ancora aperto, di nuovo vestite da pornomotocicliste, stavolta su suggerimento di Aliena. Entriamo e di nuovo scateniamo parecchie reazioni.
C’è una coppietta che sta frugando negli scaffali della lingerie che si immobilizza e ci pianta gli occhi addosso, una quarantenne vestita da donna in carriera che lascia rumorosamente cadere il vibratore che stava studiando, ed una ragazza che sta facendo incetta di preservativi che fa un passo indietro ed esamina sfacciatamente le tette di Aliena.
Deborah quasi ci corre incontro, poi si blocca recuperando freddezza professionale: stasera è in minigonna e top e sembra davvero una ragazza da cinquanta euro in macchina, se vuole dimostrarmi che è ben decisa a fare la puttana sta esagerando.
Tanto per far passare il tempo, mi avvicino all’espositore dei preservativi e prendo tre o quattro confenzioni grandi, non si è mai fornite abbastanza, mentre Aliena sceglie un grosso tubo di lubrificante.
La ragazza che si stava servendo fa un passo indietro e squadra anche me con palese approvazione, poi corre alla cassa reprimendo l’evidente voglia di attaccare bottone.
In un lampo anche gli altri clienti hanno preso le loro decisioni ed hanno una gran fretta di pagare ed andarsene.
Noi ce la prendiamo comoda e portiamo per ultime i nostri acquisti a Deborah che batte freddamente lo scontrino ed altrettanto freddamente applica uno sconto del 50%, dicendo che ne ho diritto in quanto iscritta al loro sito.
Passa la mia carta di credito nel lettore e finalmente mi sorride un po’ tesa, sta per dirmi qualcosa ma si ferma con la bocca aperta. Dai recessi del magazzino emerge accanto a lei il giovane commesso che abbiamo già conosciuto, un po’ rosso in faccia, senza giacca e con la camicia aperta fino all’ombelico e, subito dopo, un cinquantenne calvo, muscoloso ed abbronzato in canottiera e jeans neri, con l’espressione serena di chi non ha una preoccupazione nella vita.
Il cinquantenne è evidentemente il padrone del negozio: ci saluta cortesemente, ci ringrazia per gli acquisti e dice a Deborah di andare pure via, chiuderà lui con Riccardino, raccomandandole di essere puntuale domani mattina; Riccardino da rosso in faccia che era diventa viola e si nasconde nell’angolo dei dispositivi ginecologici, giocattoli sessuali che non capisco e non voglio capire: come si fa a divertirsi applicando un divaricatore sulle grande labbra ed infilando un forcipe nella fica?

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