351

23 Mar

images (7)Se hanno preparato tutto da sole, Giorgia e Gianna sono proprio brave: una insalata di riso semplicissima, con pomodorino, prosciutto e formaggio ma insaporita da una vinaigrette molto particolare e di cui non ho il coraggio di chiedere gli ingredienti, poi un piattone di verdure in pinzimonio e infine degli involtini di prosciutto e formaggio profumatissimi; il tutto accompagnato da pane indubbiamente appena uscito dal forno e innaffiato da un lambrusco gradevolmente fresco.
Giorgia mi dice fiera che il pane l’hanno davvero appena sfornato, sul retro c’è un piccolo spazio dove è installato un forno a legna: “La prossima volta che facciamo le pizze deve venire, scusa, devi venire”.
La conversazione di Lia è affascinante: con garbo ha preso il controllo della tavolata e racconta bellissime storie del ’68, quelle che mi mancano perché i miei genitori erano un po’ troppo giovani per averlo interamente vissuto: le prime occupazioni della scuola, la volta che fece sesso con una ragazza in un sacco a pelo e quando ritornarono sulla terra si accorsero che avevano quindici persone attorno che le stavano guardando, e cose di questo genere.
“Io sono diventata giornalista quando ancora era possibile sperare in un contratto a tempo indeterminato, e ho potuto comprare questa casa che all’epoca era in un posto sperduto e adesso è quasi in centro: Stella, io non ho idea di come la pensi tu, ma ti assicuro che abbiamo perso, e non solo la mia generazione, come diceva Gaber, hanno perso tutti i lavoratori”.
Aliena pende dalle sue labbra, sarebbe troppo complicato spiegare a Lia il perché e mi limito ad annuire ed a dire che la penso esattamente come lei.
Giorgia porta in tavola un vassoio di frutta meravigliosamente affettata, Gianna la segue con il secchiello argentato ed apre lo champagne con la grazia di una esperta sommellier: la cena è quasi finita, non mi sono accorta del passare del tempo.
Lia ci invita prima a brindare a Giorgia e Gianna, visto che “sono le più giovani e devono affrontare tanto futuro”, poi a Tiziana e me, “mi piace tanto questa tua ragazza Titti, tienitela stretta”, e poi anche ad Aliena, perché “anche se stasera è sola non mi sembra sola ed ha bisogno di tutta la fortuna possibile”.
Tocchiamo i bicchieri, io mi alzo e vado a baciare la padrona di casa, prima sulla guancia, poi sulla mano, quasi inginocchiandomi; Lia mi rialza senza sforzo, mi prende la testa fra le mani e mi stampa un gran bacio sulle labbra.
“Sei bella, brava e intelligente, soprattutto sai ascoltare e sei curiosa: aiuta Titti e lei ti aiuterà”.
Poi si alza in piedi e dichiara che per lei è ora di uscire: “Ma guai a voi”, dice ad Aliena ed a me, “se domani mattina non vi trovo qui; voglio che facciamo colazione insieme, qui c’è la stanza degli ospiti, sempre se intendete usarla”. E conclude con un risolino.

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Una Risposta to “351”

  1. Tsuyoshi marzo 24, 2013 a 4:34 am #

    “Stella, io non ho idea di come la pensi tu, ma ti assicuro che abbiamo perso, e non solo la mia generazione, come diceva Gaber, hanno perso tutti i lavoratori”… Abbiamo perso la capacità di stare insieme e, tra l’altro, di fare sesso con speranza, spontaneità e gioia. Adesso solo routine, performance e disperazione mentre l’ombra delle nostre sconfitte si proietta lunga sul letto.

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