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12 Mag

vettriano54Prima di sederci a tavola ho chiesto a Tiziana, che dovrà lavorare, e ad Aliena, che sarà presente solo per onor di firma, se preferiscono tenere la sessione nel primo o nel tardo pomeriggio. Sono indifferenti, fermo che la successiva sarà dopo cena in entrambe i casi.
Quindi posso dire a Lucia che non sarebbe una cattiva concederci un riposino dopo mangiato e uscire non prima delle quattro del pomeriggio; Lucia non vede l’ora, perché finalmente Aliena le lascerà il controllo di Lorenzo, ma sembra anche lei abbastanza stanca. Lorenzo fa l’indifferente e mentre divora gli spaghetti al tonno, che sono davvero ottimi, non fa che scoccare occhiate verso la scollatura di Tiziana, lasciata in bell’evidenza dal maglioncino a V che ha indossato direttamente sulla pelle. Non riesco a smettere di sorprendermi delle reazioni degli uomini: il seno di Tiziana non è un mistero per nessuno di noi, cosa avrà da guardare ancora?
Con molto buon senso, Lucia non ha portato in tavola altro: la pasta va benissimo, fornisce energia e non appesantisce più che tanto. Vorremmo aiutarla a sparecchiare ma ci dice di lasciar stare perché fra poco arriveranno due ragazze che metteranno in ordine la casa, e ci invita a prendere il caffè in uno dei due studi qui al pian terreno per lasciare campo libero al personale che sistemerà, dice, anche le camere da letto ed i bagni.
Di questi due non so niente e non mi sembra possibile tenere una conversazione che non riguardi il sesso ed il sadomasochismo: per far passare un po’ di tempo, chiedo se si può scendere nel sotterraneo, tanto per farsi un’idea dello spazio a disposizione; si fanno un po’ pregare ma alla fine lasciamo qui Tiziana comodamente assopita in poltrona ed Aliena che prende il telefonino e chiama Irina e facciamo uno strano giro.
“Per il momento, il sotterraneo è accessibile solo dall’esterno”, mi spiega Lorenzo che mi indica una porticina che si apre su uno dei lati corti della costruzione e, facendo un gran frastuono, fa scattare una enorme ed arrugginita serratura. “Questa porta dovrà restare per i vincoli di non so bene cosa, ma metteremo anche una scala interna”.
Più che sotterraneo è un seminterrato, visto che si scendono non più di sei o sette gradini: da quello che vedo è grande quanto il casale, soffitto a volta, abbastanza illuminato dalle bocche di lupo, tanto che Lorenzo non accende neanche la luce.
Il pavimento è in terra battuta, mi ricorda quello della cantina di casa mia in Basilicata, e le pareti sono della stessa pietra del resto della costruzione, soltanto qui non c’è intonaco all’interno.
“Allora, una volta finiti i lavori il pavimento sarà di cotto, le pareti le lasceremo così, sulla parete lì in fondo la croce di Sant’Andrea, anelli alle pareti ad altezze diverse ed anche un bell’argano elettrico per le sospensioni”. Il tono di Lorenzo è del padrone di casa entusiasta.
“Porteremo l’acqua anche qui, e faremo mettere due armadi per conservare gli strumenti al riparo dall’umidità e dalla polvere”, rincara Lucia, “le luci saranno quelle che adesso stanno provvisoriamente al primo piano, quindi saranno l’ultima cosa ad andare a posto, lì ci faremo un bel salotto per ricevere gli amici. Anzi, spero di avervi nostre ospiti all’inaugurazione”.

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