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13 Mag

HaremCerto, come no. Mi verrebbe voglia di chiedere al fratellone di mandare giù in Basilicata una delle sue imprese edili e ristrutturare la cantina di casa come un donjon: probabilmente per prima cosa lui guarderebbe su Google per capire di cosa sto parlando, poi mi direbbe che sono impazzita e infine mi accontenterebbe, chiedendomi al massimo non di partecipare ma di raccontargli cosa combiniamo lì dentro. Puttaniere indefesso, ma assolutamente estraneo ad ogni variazione dal tema pompino-scopata-inculata, da quello che racconta lui a me.
Dico che mi piace moltissimo già così, con un’aria trasandata e cupa, ed è vero: il loro intervento, secondo me, può solo peggiorare quest’ambiente, quindi chiedo: “Stasera ci sarebbe il ripasso della disciplina: perché non lo facciamo qui sotto, tanto per prendere confidenza con l’ambiente?”
Lucia ribatte che no, non è possibile, perché qui non c’è modo di immobilizzare come si deve gli allievi ma Lorenzo è di tutt’altra opinione: “Come hai fatto oggi con gli alberi, hai ragione. Facciamo calare le catene delle bocche di lupo e potrete addirittura appenderci, sarebbe bellissimo”.
Lucia ci pensa un attimo e poi dice che sì, possiamo provare, perché no. E piuttosto, quale sarà il programma di domani?
Confesso che mi coglie impreparata: non ci ho ancora pensato e devo improvvisare.
“Domani solo due sessioni perché nel pomeriggio torniamo a Roma: direi che la prima dovrebbe essere una tua dimostrazione di quello che in genere fai con il tuo allievo, la seconda potremmo dedicarla ad una dimostrazione di quello che faccio io con la mia, e tu magari provi a replicarla”.
Lucia annuisce e dice che le va bene, figuriamoci, ma non mi sembra convinta: mi aspetto qualche sorpresa, prima che il fine settimana si concluda.
Lucia comunque non approfondisce e ci chiede scusa, va a prendere le catene più lunghe che ha per fare la prova e ci lascia da soli, per la prima volta.
Lorenzo, in piedi, vestito e senza collare, è tranquillissimo e sicuro di sé e prima mi chiede chiarimenti sulla lesbica nonché allieva novellina che ho offerto a sua moglie: quando gli dico che per questa ragazza sarebbe, come per me ed Aliena, lavoro, sembra particolarmente contento. E a proposito di lavoro, mi chiede se sarebbe possibile incontrare Aliena per una mezz’oretta, senza catene, fruste e collari e senza raccontarlo a Lucia.
“Sei fortunato, la settimana prossima riceviamo proprio a Roma, comodamente in pieno centro, chiamami e tra lunedì pomeriggio e venerdì sera ti trovo un momento libero. E certo che no, mica andiamo a raccontare in giro gli affari dei clienti”.
Ha già il mio numero, quindi la questione è risolta, appena in tempo perché Lucia ci chiama dall’esterno e ci mette al lavoro.

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