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14 Mag

slave-auction-large-by-candido-ripulito-002Lucia cala una catena dalla bocca di lupo e con un lucchetto la assicura all’inferriata: l’ultimo anello pende all’altezza dei miei occhi; le chiedo se ne ha un’altra e quanto è lunga, e mi risponde che è un po’ più corta, adesso la manda giù.
“No, usa un’altra finestra, abbiamo due allievi da incatenare, ricordi?”, le rispondo, “e aspetta a mettere il lucchetto, vorrei fare una prova”.
La seconda catena è un po’ più corta ma se alzo le braccia ci arrivo senza difficoltà.
“Accorciala un po’, per favore”, le dico, “recupera uno o due anelli e poi bloccala così”.
Lucia si fida ed obbedisce, poi torna ad occuparsi della prima catena e io chiedo la collaborazione di Lorenzo per stabilire la lunghezza.
Lucia ci raggiunge e sembra pregustare lo spettacolo del marito appeso per i polsi: mi abbraccia e mi dice che sono un genio, io la invito a non esagerare e le chiedo di concederci una mezz’ora di riposo prima di trovarci tutti pronti per la nuova sessione: “Aliena e Tiziana se ne sono state in panciolle, noi abbiamo lavorato, direi”.
Difficile da contraddire. Lorenzo ci precede e Lucia, senza parere, mi trattiene per un braccio.
“Lascialo andare avanti”, dice, “devo dirti due parole a quattr’occhi”.
E’ possibile che si siano messi d’accordo? Lucia mi chiede di quella ragazza giovane, gentile e carina che le ho promesso stamani.
“Per lei sarebbe lavoro, naturalmente. La settimana prossima ho parecchio da fare, quindi se ne parlerebbe l’altra settimana ancora”.
“Lavoro per lavoro”, ribatte Lucia, “stanotte lasciamo gli allievi chiusi qui dentro e tu vieni a letto con me”.
Tombola: ecco la sorpresa che mi aspettavo, ed arriva da un lato che ho lasciato indifeso, non avendo idea di cosa rispondere. E’ una richiesta più che legittima, tra l’altro, come è più che una buona idea imporre una notte di segreta agli allievi. Dovrà sopportarla anche Tiziana, che certamente non se lo merita, con tutte le umiliazioni del caso: dormire sul pavimento, con le manette ai polsi, bere l’acqua dal catino leccandola come i cani, non poter andare in bagno sino a che non viene il padrone a liberarti.
Lo spiego a Lucia, mentre finalmente usciamo dal sotterraneo, e la cosa la entusiasma, tanto da chiedermi se li possiamo lasciare addirittura appesi alla catena per tutta la notte. Non se ne parla neanche, non è più disciplina ma diventa punizione, che in genere si infligge per mancanze molto gravi.

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