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23 Mag

artwork_images_741_581850_nobuyoshi-arakiLa conduco tirando per la catena fino all’ingresso del seminterrato dove ci aspettano puntualissime Aliena e Tiziana: Aliena, come me, non si è cambiata, Tiziana è pronta, nuda, collare attorno alla gola, uno sguardo innamorato con una punta di soddisfazione nel vedere Lucia che incespica quando do uno strattone alla catena e le ordino di inginocchiarsi lì dove si trova.
Aliena annuisce in silenzio, mi porge il frustino e prende in cambio l’estremità della catena. Vorrei abbracciarla, come vorrei abbracciare Tiziana, ma adesso è il momento di lavorare: preceduta da Tiziana, infilo la scala ed entro nel seminterrato, ora illuminato abbastanza fiocamente da vecchie lampadine ad incandescenza che penzolano nude da fili elettrici dall’aspetto vetusto.
In un angolo, inginocchiato, ci aspetta Lorenzo: è nudo, porta il collare e tiene le mani dietro la nuca. Per questa volta, non esibisce la sua erezione da sottomesso, ma non sembra particolarmente sofferente. Però invece di tenere gli occhi bassi scruta avidamente nella semioscurità e lo richiamo all’ordine facendo sibilare il frustino accanto alle sue orecchie: capisco però la sua curiosità, aspetta l’arrivo della sua padrona ridotta a meno di un’allieva.
Lucia, legata e bendata, tirata per la catena, manca l’ultimo gradino e resta in piedi solo per la presa ferrea di Aliena che quasi la trascina sotto la finestrella dalle quale pende la catena più lunga e le ordina di restare lì, ferma e zitta, e di aprire di più le gambe, il tutto sottolineato da colpetti non proprio leggerissimi con il frustino. Aliena aspetta che io agganci le manette di Tiziana alla catena, costringendola a stare sulla punta dei piedi, ma prima che passi all’azione in due passi la raggiungo e le consegno il lucchetto in più.
Aliena sembra indecisa, prima prova ad unire le due catene ma ci ripensa: in effetti poteva essere pericoloso, se Lucia scivola resta appesa per il collo, poi prende la decisione giusta. Un istante e la sub si trova con le braccia dolorosamente strappate verso l’altro, manette e catena che ha al collo agganciate a quella che pende dalla bocca di lupo. Ma è stata brava, non ha emesso un fiato, solo ha unito leggermente le gambe per alleviare la tensione delle spalle.

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