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21 Giu

imagesghirlandaioNonostante la telefonata di Simonetta sono arrivata al Macao per prima, ho aperto le finestre per cambiare l’aria e far uscire l’odore pungente del detersivo che ieri sera con Aliena abbiamo sparso generosamente in bagno e che stamattina dovremo usare nel resto dell’appartamento e ho controllato che nella dispensa ci sia qualche bustina di tè.
Aliena e Irina mi raggiungono cinque minuti dopo, ci rimbocchiamo le maniche e facciamo pulizia: abbiamo tempo, il primo appuntamento è a ora di pranzo e vogliono Mistress Aliena; il cliente sarà soddisfatto, oggi c’è anche il frustino, che consegno cerimoniosamente alla mia amica mentre Irina prepara il tè e ci chiede se possiamo far lavorare anche lei.
Se la sente?
“Certo che me la sento, mi sono riposata, sono guarita e sono pronta, potreste propormi a quelli che non vogliono la coppia e magari ci ripensano”.
Per me va bene, figuriamoci: d’altronde di questi castellani si può dire tutto ma non che abbiano il braccino corto, ieri quello che ci ha volute in coppia ha messo sul tavolo mille euro per una mezz’ora di gemiti e strilletti, con Aliena che fingeva di schiaffeggiarmi ed io che fingevo di soffrire.
Aliena va a lavare tazze e teiera, io segno che devo ricomprare il tè e racconto a Irina della telefonata di Simonetta, meritandomi i suoi complimenti: “Giusto, mai rifiutare il lavoro, hai fatto benissimo”.
Ed il lavoro arriva, improvvisamente, perché il citofono comincia a ronzare.
Dunque, questo non è uno dei nostri provinciali, quindi deve essere un vecchio cliente di Elena: d’accordo, siamo qui anche per questo; rispondo, sento un tizio che si qualifica come Nello e che mi scambia per Elena perché mi chiama tesoro e gli apro.
Avremo tempo per chiarire l’equivoco che invece si rafforza, perché apro la porta e mi vedo davanti un quarantenne ben conservato e due adolescenti uguali come due gocce d’acqua che gli assomigliano tantissimo. Facciamo le presentazioni e insomma, il papà è un vecchio cliente di Elena, ha beccato i gemelli a farsi reciprocamente una sega ed ha deciso che è il momento di portarli a scopare: deve aver avuto paura che oltre che gemelli fossero anche froci, magari, ma da come guardano Aliena ritengo che questa possibilità sia ormai da escludersi.
Comunque questo tizio sa cosa fare ed i figli hanno palesemente fiducia in lui, ed anche un po’ di paura.
“No, la biondona me la prendo io: voi avete bisogno di una donna più matura per la vostra prima volta, direi che Irina e Stella sono abbastanza belle da meritare la vostra attenzione”.
All’unisono, gemito di delusione.
“In compenso, io aspetterò qui che voi terminiate; forza, servizio completo, non si bada a spese, sverginate come si deve i miei ragazzi”. Accompagnando le parole col gesto ci porge due banconote da cinquecento euro. “La terza è per lei”, e la consegna a Aliena, “sono sicuro che saprà meritarsela”. Prende fiato, abbraccia Aliena che si abbandona sul suo petto e riprende.
“Pietro, Paolo, scegliete e dateci dentro”.
I gemelli si guardano e si muovono senza esitazione: uno prende per mano me, l’altro Irina, non si sono consultati, ma ognuno era certo che il fratello volesse l’altra, una sorta di comunione di cui ho spesso sentito parlare ma della quale avevo sempre dubitato, e adesso ne ho avuto la prova.

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