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24 Giu

bachus-and-ariane.jpg!xlMediumPietro non ha particolari desideri, o forse i numeri che sto facendo sono più che sufficienti per lui: quando gli sono sopra si concentra sulle mie tette che penzolano gentilmente ad un palmo dal suo naso, quando gli sono sotto mi accarezza i fianchi e le natiche, e sì, mi sta dimostrando che può durare a lungo. Ma è possibile che non abbia nessun desiderio particolare, niente che abbia visto su internet o di cui abbia sentito parlare?
Mi metto a pecorina e lo guido gentilmente dentro di me, e finalmente prende una ‘iniziativa e mi ficca un dito nel culo.
“Sì amore, lo vuoi subito o preferisci aspettare ancora un po’?”, gli chiedo mentre lui spinge educatamente nella fica.
Si ferma di colpo.
“Davvero posso?”, mi chiede.
“Ma certo, è tutto compreso nel prezzo, ma in altre occasioni farai bene a chiedere prima, non a tutte le donne piace”.
Mi ringrazia in tono molto serio; io gli faccio vedere come ci si prepara a prenderlo nel culo e gli dico che basta anche un po’ di burro, poi voglio stravincere e gli cambio il preservativo, spiegandogli che è opportuno per motivi di igiene.
Pietro ha visto, nel cassetto, anche il cazzo finto, e mi chiede se, dopo, può stare a guardare mentre lo uso. Nascondo un mezzo sorriso: è quello per inculare gli uomini, evidentemente Elena ha preso l’altro per fare uno spettacolino per Paolo, e rispondo “va bene, amore, come vuoi tu.”
Intanto mi piazzo strategicamente per poter controllare Pietro nello specchio accanto al letto mentre lui è dietro di me: non ho nessuna intenzione di lasciarlo fare da solo in un passaggio così delicato. Anche perché sarà anche un adolescente ma stiamo scopando da quasi un’ora e non dà segni di cedimento, anzi mi sembra ancora più grosso e più duro di quando abbiamo cominciato.
Pietro si infila sgarbatamente nel mio culo, nonostante l’invito a far piano, ed io
ringrazio la costosa crema americana che ormai uso sempre. Mi stringe i fianchi e sembra divertirsi tantissimo, me lo dice soddisfatto spingendo come un ossesso: “Mi piace così più di tutto quello che abbiamo fatto prima”.
Devo rinnovare la preghiera a fare più piano, gli dico che lì le donne sono molto sensibili e possono sentire dolore ma non se ne dà per inteso; spinge ancora e gli viene il fiatone, e improvvisamente si sfila, facendomi male.
No, non è venuto, mi chiede se può togliersi il preservativo e venirmi in faccia.
“No amore, in faccia no. Non ti va tra i seni?”, rispondo.
Si accontenta, quindi mi sdraio sulla schiena, lui si siede sul mio stomaco e comincia a masturbarsi.
“No, posso farlo io per te”, protesto, ma Pietro non sente ragioni, deve aver visto troppi film porno che si concludono così.
“Strofinalo qui”, dico, spingendo i seni verso l’altro con le mani, e lui disciplinatamente esegue, poi emette un urletto seguito da un rantolo e mi spruzza come una fontana. Era ora.

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