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1 Lug

immagine-029Sono rimasta sola e aspetto che si faccia l’ora di recarmi all’appuntamento con il cliente di Simonetta; molto cortesemente, prima di andarsene Aliena mi ha spazzolato il tubino che indosserò stasera, e adesso sono qui a chiedermi se è il caso di andare a piedi, trattandosi di pochi passi, o se è opportuno prendere comunque il motorino, considerato che dovrei finire passata mezzanotte e che questa zona, intorno alla stazione Termini, non è proprio frequentata benissimo. Se prendo il motorino, tanto vale che me ne torni a casa, quindi decido per il no; come cautela, nonostante il caldo, quando esco mi metto sul braccio uno spolverino di Elena che mi infagotta e mi arriva fino ai piedi: lo indosserò per tornare a casa, come indosserò un paio di ballerine che infilo nelle tasche dell’impermeabile, sperando che conciata in quel modo non darò troppo nell’occhio.
Prima di uscire chiamo Tiziana e le dico che la richiamerò dopo mezzanotte: farò la breve passeggiata fino a casa stando al telefono con lei, per farmi coraggio e farmi fare compagnia.
Tiziana ha un’idea ancora migliore: propone di venirmi a prendere in macchina e riportarmi a casa, e a questo punto cedo alla tentazione. Però mi porterà allo studio e, parcheggiata l’auto, passerà la notte con me. Ne è felice, anche se probabilmente non riuscirò a combinare niente con lei, sono già un po’ stanca adesso, ma sarà bello dormire abbracciate.
Sono sulla porta e mi chiama anche Irina, che mi saluta e mi augura buon lavoro e, mentre attraverso piazza dei Cinquecento il telefonino squilla di nuovo: è Simonetta, contenta di sentirmi dire che sono a due minuti dall’albergo. Mi spiega che il cliente la ha chiamata cinque minuti fa per protestare per il ritardo, ma deve avere l’orologio che va avanti, visto che sono ancora le nove meno cinque. Chiude la telefonata avvertendomi che fra tre ore esatte mi chiamerà per ricordarmi che il tassametro è arrivato a fine corsa e facendomi un bell’in bocca al lupo.
Ad ogni buon conto allungo il passo il più possibile: non voglio certamente rompermi una gamba visto che con le mie scarpe da puttana sono in equilibrio abbastanza instabile sui marciapiedi sconnessi.

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