456

6 Lug

01_KostalScendendo le scale dell’albergo ho mandato un messaggio a Tiziana, che diceva soltanto: “Arrivo”, e mi basta un’occhiata per individuare la sua macchina appena fuori dal cerchio di luce del faraonico ingresso dell’albergo. Anche lei mi vede perché lampeggia con i fari, non verso di me ma illuminando la strada ed una fila di baracche di legno e lamiera che di giorno si trasformano in bancarelle per la vendita di libri usati. A quest’ora, in questa strana mezza luce, con i lampioni mezzo schermati dagli alberi, sono spettrali e spaventose, ed io avrei dovuto passarci accanto a piedi: non ringrazierò mai abbastanza Tiziana per questo.
Entro in macchina ed è lei che mi ringrazia per averle permesso di venirmi a trovare, guarda un po’; vorrei baciarla ed abbracciarla, ma adesso andiamo via, ci potremo fare le coccole più tardi: le indico la strada da percorrere e due minuti dopo infila l’auto in posto libero proprio sotto il portone dello studio di Elena.
Con gesto un po’ eccessivo ci guardiamo attorno prima di scendere: la preoccupazione di Tiziana mi ha contagiata, o sono sul chi vive per motivi tutti miei?
La strada è deserta, come non c’è nessuno sulle scale del palazzo: ci chiudiamo la porta alle spalle e finalmente ci abbracciamo. Abbiamo avuto paura, ce lo confessiamo reciprocamente, ed è un gesto di puro sollievo il profondo bacio che ci scambiamo ancora in piedi, nel piccolo ingresso.
Tiziana si guarda intorno incuriosita: conoscente di Elena, non aveva mai messo piede qui dentro e alla fine le invidia la terrazza che affaccia sul cortile del palazzo accanto e non la stanza in più.
Poi si mette a mia disposizione e mi prepara il bagno caldo, mi insapona e massaggia la schiena e mi asciuga pezzo per pezzo con i piccoli asciugamani di Elena cui devo assolutamente regalare un accappatoio degno di questo nome da tenere qui.
Ci dividiamo anche uno degli spinelli di Elena prima di stringerci l’una all’altra nel letto della stanza privata. Niente più che sentirci vicine, e cadiamo in un sonno profondo e, per quello che riguarda me, senza sogni.

Annunci

Una Risposta to “456”

  1. Rosalie luglio 8, 2013 a 6:22 pm #

    Capisco perfettamente questo tipo di complicità femminile, lo stare vicine senza fare altro è certi giorni migliore di qualunque azione o discorso. Mi hai fatto rivivere quella sensazione con le tue parole.
    Bisou!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: