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16 Ago

courbet_gustave_005Ho recuperato un minimo di equilibrio ed il viaggio è andato benissimo; Tiziana è di ottima compagnia, mi basta non pensarla nuda e pronta per me e va tutto liscio.
Mi ha raccontato di quando suo marito la convinse a fare per la prima volta sesso a tre con la ex moglie: andò a finire che si misero assieme e lei cacciò il marito di casa.
Io ricambio, dopo la sosta per fare il pieno all’ultima area di servizio del Lazio, prima di entrare in Campania dove il carburante costa una cifra assurda, con la storia del mio primo pompino.
Avevo tredici anni e Miki mi piaceva tanto, e io piacevo a lui; ci eravamo già baciati e stavamo assieme. A una festa ci imboscammo in bagno e la cosa divertente fu che in realtà era che lui voleva leccarmi la fica, approfittando del fatto che era una delle rare occasioni in cui indossavo la gonna e non i jeans.
Bene, io non volevo assolutamente: avevo paura di avere cattivo odore, avevo paura che non gli piacesse il sapore, avevo paura che mi scappasse la pipì. Le persone impaurite hanno il coraggio di fare cose straordinarie, quindi serrai le gambe e mi offrii di farlo io a lui: leccarlo, intendo.Andò letteralmente nel panico: mi chiese di giurargli che non l’avrei morso, mi pregò di non raccontarlo a nessuno e prima si lavò con l’acqua bollente. Così mi trovai davanti un gamberetto rosso e scottato che accolsi facilmente in bocca; non avevo idea di cosa fare e, credo, neanche lui: ma eravamo molto giovani e bastò davvero poco per farlo diventare duro.
Oggi non ricordo se fosse grosso o piccolo, ma se ci penso mi rivedo chiaramente, con la coda di cavallo ed i piccoli seni appena accennati sotto una maglietta col coccodrillino, che faccio lentamente avanti e indietro con la testa, gli occhi saggiamente abbassati a controllare che il suo cazzo non scappasse via, la lingua schiacciata contro il palato per accoglierlo meglio, respirando con attenzione attraverso il naso per non farmi soffocare quando la punta arrivava più in fondo, nelle orecchie qualche gemito soffocato, che mi dimostrava che stavo facendo bene: nessuna sensazione fisica particolare, solo quello che ritenevo amore per una persona..
Gli avevo chiesto di avvertirmi quando stava per venire: non perché non volessi ingoiare, ma perché volevo essere pronta; non ero invece pronta alla sua richiesta di baciarlo, subito dopo, e di restituirgli in quel modo quanto gli avevo portato via. Lo feci, volevo essere gentile con lui, ma allora non sapevo abbastanza degli uomini: mi lasciò dieci minuti dopo, non voleva credere che per me fosse la prima volta, secondo lui ero stata troppo brava.

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