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20 Ago

screen-shot-2010-12-04-at-1-57-16-amInsomma, è stata una settimana gradevole. Sara si è appiccicata a Tiziana come una cozza allo scoglio, e la mia allieva è stata bravissima a fargliela annusare più volte tenendola sempre a distanza di sicurezza. Sabato sera eravamo stanche, ma la sera dopo abbiamo aspettato che fosse notte fonda, l’ho legata ad un olivo che si ergeva solitario ben lontano dai villini e, alla pallida luce di uno spicchio di luna, l’ho frustata a lungo dopo averle infilato il suo dildo preferito nel culo: ancora adesso, a ripensarci, mi bagno e mi sembra di stare lì lì per venire.
Ma devo stare attenta: sto brindando con Mimì, domani si parte, e Tiziana si è silenziosamente allontanata con Sara.
Devo dire che Mimì si è dimostrata, al netto di un certo amore per la battuta scontata, una persona simpatica e di gradevole conversazione. Non ha dato il minimo segno di un interesse per me che vada oltre la generica simpatia, e la cosa se ha un po’ colpito la mia autostima, dal momento che mi sono andata convincendo di essere irresistibile, non mi ha creato nessun particolare problema: non ho nessuna voglia di lei, anche perché Tiziana ha in questi giorni estratto da me ogni grammo di erotismo.
Comunque non voglio lasciare niente di intentato e, anche per distrarla, spiego a Mimì che domani non torneremo a Roma ma faremo un viaggetto più breve e ci fermeremo in provincia di Potenza per passare qualche giorno in alta collina nella mia vecchia casa di famiglia: magari potrebbero venire con noi, se non hanno fretta di tornare a Roma, e fermarsi qualche giorno, il posto per dormire c’è.
Mimì sembra interessata: mi spiega che dell’Italia quello che le piace di più è proprio la miriade di piccoli centri appollaiati in cime alle colline, e quando le dico che casa mia è proprio alla sommità del paese, accanto alla chiesa romanica irrimediabilmente sconciata all’inizio del secolo scorso da un antenato di mia madre con un assurdo portichetto lungo la navata non sta più in sé dall’entusiasmo e giura che convincerà Sara a venire con noi e fermarsi la notte tra sabato e domenica.
“Domenica però dobbiamo tornare a Roma, lunedì ci aspettano in ufficio”.
Mimì si alza e va a prendere un altro giro, e io ne approfitto per collegarmi alla posta: in questi giorni ho ricevuto un altro tranquillizzante messaggio da Irina, con allegata una sua foto dalla quale, nuda ed inginocchiata a gambe aperte, mi sorrideva ammiccante mettendo in primo piano il mio anello, ed ho risposto raccontandole qualche banalità e spedendole una foto che Tiziana ha voluto scattarmi a tutti i costi e nella quale, tette al vento ed espressione feroce, brandivo minacciosamente il frustino verso l’obiettivo.

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