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25 Ago

IMG20111109184142935_900_700Dopo aver bevuto un’altra tazza di caffè usciamo tutte assieme e per prima cosa andiamo a salutare Rosa, cui devo anche rimborsare le spese sostenute per l’acquisto del pane fresco, del vino e della birra.
Rosa ha la mia età, da bambine giocavamo assieme un mese all’anno, quando mi portavano qui in vacanza, ed è un po’ la pecora nera ufficiale del paese; ha cominciato a diciotto anni, quando con l’aiuto dei miei convinse i suoi genitori a farsi mandare a Firenze a studiare Storia dell’Arte. Io ancora mi arrabattavo con gli esami quando mi invitò ad assistere alla sua seduta di laurea: d’accordo, il suo era un corso triennale, ma un po’ d’invidia c’era.
Tutti pensavamo che sarebbe rimasta lì, e invece tornò a casa per il motivo peggiore: anche lei dovette seppellire i suoi genitori anzitempo. Quindi mise la laurea nel cassetto e si mise a fare la sciampista nel vicino capoluogo, senza per questo mettere la testa a posto.
Non solo non volle sposarsi, ma spesso non tornava a casa la sera, e tutti i paesani si divertivano tantissimo a parlar male di lei, a cominciare dalle mancate suocere.
Da un paio di anni ha rilevato l’attività e la clientela della storica parrucchiera del paese, è diventata un partito ancora più interessante ma ha detto ancora no alle proposte di matrimonio: non solo, spesso la domenica mattina parte in macchina e ritorna a casa il lunedì sera, e potete immaginare quanti pettegolezzi scateni, anche perché è una bella ragazza bruna, alta e formosa, con due splendidi e sorprendenti occhi verdi. E prima che me lo chiediate, la risposta è no, non ci ho fatto sesso e non ho idea se sia etero, bi, gay o se magari preferisca puta caso i cammelli.
Ho fatto questo veloce racconto alle mie amiche che adesso presento a Rosa, che mi abbraccia e saluta cordialmente Tiziana, Sara e Mimì, ci invita ad accomodarci e ci chiede scusa: cinque minuti ancora per sistemare il colore alla ragazza semisdraiata sulla vecchia e comodissima poltrona che avrà qualcosa come ottanta anni e ricorda quelle dei dentisti, e poi è a nostra disposizione.
Sì, decisamente ha fatto colpo: Sara dice che è una bellissima ragazza, a Tiziana ricorda un po’ una versione mediterranea di Aliena, Mimì conclude che anche in questi piccoli centri l’alambicco cromosomico funziona benissimo.
Tra l’altro, confido alle mie amiche, è anche brava nel suo lavoro, quando vengo qui a Pasqua ed a novembre trovo sempre un’oretta per affidarle i miei capelli.
Non l’avessi mai detto, Sara decide immediatamente di aver bisogno di farsi sistemare il caschetto e quando lo dice a Rosa la fa felice, Tiziana resta per farle compagnia ed io mi faccio accompagnare da Mimì a fare la spesa: del resto stasera cucina lei.

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