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6 Set

becat7-1E’ tornato per scopare: non ha trovato nessuna delle sue solite puttane e alla fine si è ricordato di averne tre a portata di mano. D’accordo, io sono esclusa, ma le altre due sono pronte all’uso.
“Ero certo che le avresti rese presentabili. A proposito, mi sono permesso di buttare nel più vicino cassonetto quegli stracci che avete abbandonato sul pianerottolo, prima che il tanfo vi costringesse ad evacuare il palazzo”.
Se è rimasto sorpreso dal trovarle nude e sedute per terra, ognuna con una bottiglia di vino in mano, non lo dimostra affatto. Il vino tra l’altro è buono, un Chianti che ho comprato io e faceva parte delle provviste lasciate ad Irina quando con Aliena eravamo andate a lavorare da Lucia e Lorenzo; potremmo aprirne una bottiglia, dal momento che abbiamo bevuto pochissimo a tavola.
“Quale mi suggerisci?”, mi chiede il fratellone.
Davvero non saprei che dirgli, gli indico Lina e gli spiego che parla benissimo l’italiano, poi preciso che Tina lo parla peggio ma lo capisce benissimo, e che non vedo nessuna differenza.
“Appena possibile le porterò da un parrucchiere, quella tintura non si può proprio guardare”, concludo, “e secondo me dovrebbero anche cambiare il taglio”.
“Scelgo questa”, decide alla fine mio fratello e tende la mano a Lina, “dove possiamo metterci”?
Gli intimo di usare il preservativo e gli indico il salotto, e la vista della poltrona sulla quale ho fatto sesso con Aliena per la prima volta mi causa una piccola fitta di nostalgia.
Chiudo la porta alle loro spalle e ritorno in cucina: Tina non si è mossa, sembra proprio abbastanza terrorizzata da essere sufficientemente obbediente, ma non posso abbassare la guardia. In realtà, da come mi guarda mi sembra, più che spaventata, preoccupata, e mi dice con una certa fatica che ha paura di non piacere al signore e di essere mandata via. A star peggio, sottintende ovviamente: almeno stasera ha fatto una doccia ed un bagno ed ha mangiato un piatto caldo.
Io la tranquillizzo e le spiego che conosco il signore e sono certa vorrà anche lei, fra un po’: da una doveva pur cominciare.
Tina si scioglie un po’ e mi chiede se intanto non la voglio io, adesso che ho visto quello che sa fare; mi ricorda Cristina che mi offriva sesso per ringraziarmi di averla tolta dal marciapiede e mi si stringe un altro po’ il cuore: rifiuto più gentilmente di quanto vorrei.
Quando il fratellone ricompare inalbera un bel sorriso rilassato, seguito a ruota da Lina che ha un’espressione perplessa.
“Stappiamole, quelle bottiglie”, mi dice, “ne vale la pena”.
E mentre cerco bicchieri e cavatappi Lina mi si avvicina e mi porge una mazzetta di banconote. Capisco perché è perplessa: si chiede come mai mio fratello l’ha comprata da Entel e adesso la paga anche. Però si limita a chiedermi quanti soldi può tenere: non sapeva quanto chiedere e le sembra di essere stata pagata troppo.
Senza toccarli, vedo che ha in mano duecento euro: le indico un cassetto e le rispondo di metterli lì. Ovviamente non ho intenzione di intraprendere la carriera di maitresse, ma le ragazze non devono saperlo.
“Ne parleremo dopo”, rispondo, “tanto adesso non avete neanche un posto dove tenerli”.
Con mio fratello qui mi sento più sicura: permetto a Tina di alzarsi ed offro anche alle ragazze un bicchiere di vino.
Il fratellone beve e studia attentamente Tina: la vuole, non c’è dubbio, e sposta lo sguardo su di me. Noi ci capiamo al volo, ci basta un battito di ciglia: è così che gli do il via libera.
“Sono stato comodissimo su quel divano, ho voglia di tornarci con te”. dice rivolto a Tina; Come immaginavo, Tina capisce benissimo il detto ed il non detto. E’ anche più motivata di Lina, avendo avuto modo di vedere che questo tizio mette mano al portafoglio, e lo segue nel salotto molto più tranquilla dell’amica.
Io resto con Lina, che ha ancora il bicchiere in mano e fa per sedersi al tavolo per versarsi un altro po’ di vino, ma io la blocco e le ordino di sedersi di nuovo a terra.
Lina obbedisce, mi guarda attentamente e poi mi dice che crede di aver capito chi sono e cosa sto facendo e che non devo preoccuparmi, mi obbediranno davvero in tutto.
Mi piacerebbe risponderle che se davvero ha capito tutto farebbe cosa gradita se me lo spiegasse, ma non posso: posso solo sperare che Irina mi dica il più in fretta possibile cosa devo fare; quindi le intimo di restare in silenzio se non è interpellata.
Così noi stiamo zitte, io mi bevo un altro bicchiere di vino e tendo l’orecchio per sentire
cosa sta combinando mio fratello ma le pareti sono spesse ed il salotto è lontano, non arriva nessun rumore.

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