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15 Set

Un aeneas-and-dido.jpg!xlMediumpo’ barcollanti, Lina, Tina e Deborah sono arrivate puntualissime alle otto, accompagnate dal fratellone entusiasta.
Deborah si cambia in fretta e corre via per andare a lavorare: è giovane, una notte in bianco riesce a sopportarla, e prima di uscire mi ringrazia fin troppo calorosamente.
Tina e Lina fanno per consegnarmi disciplinatamente la marchetta ma io indico loro il solito cassetto della cucina e poi le faccio spogliare e le chiudo in bagno, con l’ordine di lavarsi bene: voglio avere un po’ di tempo per intervistare mio fratello, cui preparo un caffè ed offro una sigaretta.
Lui si accomoda, rifiuta la seconda ed accetta il primo, e comincia dicendo che se Deborah merita un otto abbondante, quasi un nove, le due ragazze si fermano sotto il sette.
Non mi aspettavo niente di diverso in effetti; sono obbedienti e disponibili, mi spiega il fratellone, ma non sono assolutamente in grado di prendere la minima iniziativa, cosa che per animare una serata è indispensabile.
“Comunque i miei amici sono stati contenti, si sono divertiti”, conclude. Poi ci pensa un po’ e mi dice: “Rimandale a casa, sorellina: questo non è il posto loro”.
Come se non ci avessi pensato: lo scriverò a Irina, certamente, ma purtroppo non posso prendere da sola una decisione del genere.
“Tu non hai bisogno di una cameriera, di una donna delle pulizie, qualcosa del genere?”, gli chiedo.
“Io certamente no. Però so che qualcuno sta cercando, ti farò sapere”, risponde. “E adesso me ne vado a lavorare: a proposito, sai che Elena è rimasta la sola inquilina lì alla Stazione? Tutti gli altri se ne sono andati, a settembre comincio i lavori esterni. Vedrai, quello sarà un affarone”.
“Non sognarti neanche di cacciare Elena, mi raccomando”, gli intimo sulla porta; lui sorride, mi fa ciao con la mano e se ne va quasi di corsa.
Lina e Tina ormai sanno come comportarsi e mi aspettano disciplinatamente, nude come le ho lasciate e quasi sull’attenti, in bagno; chiedo loro se hanno bisogno di dormire, ma mi rispondono di no, quindi mi faccio precedere in cucina e preparo un altro po’ di caffè che le due ragazze sembrano apprezzare. Forse apprezzano anche poterlo sorseggiare sedute su delle sedie e non sul pavimento; sì, perché ho deciso di cominciare a fidarmi, in qualche modo.
Con un minimo di incoraggiamento, mi raccontano la serata: Deborah ha cercato di monopolizzare il fratellone che però non le ha dato retta più di tanto e si è ripetutamente servito di tutte loro, gli altri clienti sono stati gentilissimi, e poco mancava che facessero l’inchino prima di scoparle, e tutti sono sembrati più che soddisfatti della loro completa disponibilità.
Questa è l’altra campana rispetto alle dichiarazioni del fratellone: in realtà non le contraddicono ma le completano, me le immagino sul pavimento della sala hobby, a quattro zampe o sdraiate sulla schiena, o in ginocchio, che attendono pronte e spalancate mentre Deborah prende l’iniziativa per eccitare chi gli sta più simpatico o quello cui può sfilare più quattrini; insomma, se voglio riconvertirle da troie da marciapiede ad escort di livello superiore c’è proprio tutta una educazione da rifare. Ne vale la pena? Dovrei parlarne con Irina, soprattutto citando il consiglio di mio fratello, e mi sorprendo a comporre mentalmente una lunga e-mail, distraendomi un po’.
Tina e Lina aspettano e mi sembra abbiano capito che sto preparando una sorta di verdetto che riguarda il loro futuro, ed è Tina, dall’italiano molto incerto ma dal cervello finissimo, che cerca di mettere il punto alla discussione, dichiarando più o meno che sono pronte a lavorare ancora, anche in condizioni peggiori, per restare qui ed imparare.
Lina ha capito l’imbeccata e precisa col suo ottimo italiano: “Imparare da te, vogliamo assomigliarti, per favore”.
Bene, se vogliono essere obbedienti e disciplinate d’accordo, ma così mi sembra che esagerano; comunque, scriverò a Irina, ma adesso c’è del lavoro da fare, e le metto a rassettare casa, nude come sono e come sembrano essersi abituate a stare, e oggi pomeriggio sarebbe una buona idea andare dal parrucchiere.

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