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17 Set

francesca-woodman-05-0412ATina e Lina mi hanno ringraziata più e più volte mentre tornavamo a casa: si sono guardate a lungo negli specchi un po’ opachi della parrucchiera e poi nelle vetrine lungo i pochi metri di strada e si sono trovate molto belle, almeno così ha giurato Lina.
Così, quando torniamo a casa e le faccio di nuovo spogliare ho la risposta che mi merito, dal momento che prima hanno visto, mentre facevano le pulizie di casa, il mio strap-on negligentemente appoggiato in bagno, su un angolo del lavandino.
Siamo pronte ad accontentarti in tutto, mi dice in sostanza Tina, che a dispetto del suo italiano più faticoso mi sembra sempre più quella con il cervello più fino, quindi se vuoi divertirti con noi ed usare quello strano giocattolo che tieni in bagno eccoci qui, vogliamo farti divertire.
Quasi quasi se lo meriterebbero, ma non ho nessuna voglia di loro: anche perché, sarò pure all’antica ma se faccio sesso per il mio piacere pretendo che anche il mio partner si diverta.
La proposta mi sa anche di presa in giro; visto che rispondo più o meno educatamente no, grazie, Lina mi chiede, più o meno, di spiegare perché le ho fatte mettere nude.
La risposta è semplice, e parlo lentamente perché la digeriscano bene: visto che non è mia abitudine infliggere alle donne dolore fisico, ritengo che questo sia il modo più semplice di far capire loro chi comanda qui; comunque se preferiscono le botte, in qualche modo mi posso attrezzare per accontentarle. E stasera, visto che fanno tanto le spiritose, a letto senza cena.
Tina è la prima a chiedermi scusa, Lina addirittura si inginocchia e cerca di baciarmi le scarpe, ma non posso tornare sulla mia decisione, anche se mi dispiace un po’; me la prendo prima con me stessa e poi con Irina, che non si fa ancora viva, di questa faccenda sono già abbondantemente stufa, e non ho ancora digerito la paura retrospettiva dell’incontro con Entel, quando torna la mia angelica ucraina me la paga, parola d’onore.
Alla fine, le chiudo in camera da letto e mi preparo un piatto di spaghetti che mangio senza il minimo appetito: domani sarà, spero, un altro giorno.

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