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14 Ott

imageburlesqueNo, il somalo che era dietro il bancone del bar non ricompare: la bambolina, invece, arriva accompagnando un signore sulla quarantina, elegantemente casual in camicia bianca e pantaloni di cotone ben stirati, cui Simonetta corre incontro e gratifica di un abbraccio prima di presentarlo ad Andrea ed a me come Leo. Sembra simpatico, non tanto alto ma con le spalle larghe, un po’ di pancetta quasi a dimostrare che non ha tempo da perdere in palestra, una incipiente stempiatura.
Ci stringiamo la mano ed io cerco di inquadrarlo: Simonetta è troppo professionale, se si tratta di in cliente mi avverte prima, quindi è semplicemente un amico e, visto che la padrona di casa ha ormai accerchiato Andrea, è qui per me.
Da qui viene un secondo punto: devo scoparlo per non offendere Simonetta, anche se non mi va? In effetti non è che non mi va, dal momento che sono ancora ferma ai miei precedenti ragionamenti ed alla ricerca di uomo che mi faccia godere per rassicurarmi sulla mia bisessualità, ma mi chiedo piuttosto cosa ne pensi questo Leo; insomma, lasciamo perdere il contorno, questo è un appuntamento al buio, vediamo come va a finire.
Leo ha subito capito di essere destinato a me, e comincia a mostrare nei miei confronti un certo smagato interesse, dimostrando anche di essere in grado di azzeccare i congiuntivi ed i condizionali. Prima che Simonetta ci richiami all’ordine e a tavola discutiamo di un autore che mi piace tanto e, sembra, piace anche a lui, anche se, mi dice, ha difficoltà qualche volta a capire lo strano patois italo-siculo in cui scrive: dall’accento si direbbe milanese, mi rendo conto che non deve essere proprio facilissimo.
Attacchiamo le ostriche e la bambolina ricompare con un’altra bottiglia: Simonetta è troppo attenta per cadere nella cafonaggine di ostriche e champagne, questo è un Muscadet non troppo freddo e ci sta benissimo; le ostriche poi sono vive come deve essere, spremo mezzo limone nella mia e la vedo contrarsi.
Leo, oserei dire miracolosamente, non fa le battute che quasi tutti si sentono in obbligo di dire in questi casi, e sale di qualche altro punto nella mia ammirazione: si limita a dire che più di un paio di ostriche alla volta non riesce a mangiare, anche perché alla lunga il gusto un po’ lo annoia; mi chiedo se ci sia un doppio senso, e decido di no.

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