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15 Ott

Agostino_CarracciLa bambolina porta via i gusci vuoti e ci serve una meravigliosa ricciola al forno; cambia anche il vino, e versa un Greco di Tufo che si sposa perfettamente, anche se Leo sottolinea che ci vorrebbe un bianco siciliano, dal momento che siciliana è la ricetta.
In linea di massima io sono d’accordo sugli abbinamenti regionali, ma questo bianco mi piace tantissimo e non mi sembra il caso di essere più realisti del re: e poi, se di re vogliamo parlare, quello delle Due Sicilie era comunque lo stesso.
Leo ride educatamente e pulisce altrettanto educatamente il piatto, dopo avermi riempito di nuovo il bicchiere.
Non abbiamo finito: Simonetta continua a cingere d’assedio Andrea, che lascia fare e mangia a quattro palmenti, e passiamo ad un piccolo soufflé di scampi, per fortuna senza cambiare vino; rispondo quasi distrattamente a Leo che mi chiede se ho qualcosa in programma per ferragosto e noto che una mano di Simonetta è sparita sotto il tavolo: le deboli difese di Andrea hanno finalmente ceduto. Il soufflé è leggerissimo, una vera delizia: in cucina qui c’è qualcuno che davvero ci sa fare, ed anche la quantità è azzeccata: non ho più fame ma non sono piena.
Posso quindi affrontare una macedonia che, capolavoro di classe, esclude ogni tipo di frutta esotica: pesche, albicocche, qualche chicco d’uva, qualche fettina di mela, melone ed anguria, nient’altro, con un bicchierino di moscato naturale di Pantelleria che mi sembra si sposi davvero benissimo.
Abbiamo finito ed è Simonetta ad offrire la necessaria sigaretta; dice sorridendo che qui siamo a casa sua ed i divieti per i locali pubblici non valgono, e ci promette ancora un paio di sorprese.
La prima è il cognac, che ci serve personalmente da una bottiglia di cristallo, e che è ottimo, per la seconda non dobbiamo aspettare molto; abbiamo appena bagnato le labbra nel liquore che torna la bambolina, questa volta davvero accompagnata dal somalo, elegantissimo anche lui, in jeans e maglietta bianca.
Simonetta, finalmente, ce li presenta: lui è Nuruddin, lei Lisa, o meglio Li-sze, e no, Nuruddin non è qui per prendersi le congratulazioni meritate come cuoco, ci dice la padrona di casa, ma per allietare la serata mostrandoci di cosa è capace anche lontano dai fornelli.
Esatto, avete immaginato giusto. Nuruddin si spoglia, e con lui si spoglia Lisa, e cominciano a darci dentro sul divano; devo ammettere che per chi si accontenta di guardare è certamente un bellissimo spettacolo: Nuruddin esibisce un corpo insospettabilmente muscoloso e Lisa è più rotonda ed ancora più appetitosa di quanto si poteva immaginare vedendola vestita.
Però troppe volte sono stata io ad esibirmi, sia pure con un’altra donna, per apprezzare; devo essermi irrigidita, ad un certo punto, perché Leo si china a parlarmi all’orecchio, come si farebbe a teatro, per non disturbare.
“Sono innamorati, stanno assieme per gentile concessione di Simonetta, non stanno facendo finta”.
Se davvero è così, la cosa mi piace meno, come non mi piace affatto, adesso, che Leo, che si dimostra ospite abituale di questa casa e dei passatempi che offre, appoggi gentilmente la sua mano sulla mia.
Quando Nuruddin mette Li-sze a pancia in giù e la incula con ferocia non ne posso davvero più, anche perché da quello che si vede la bambolina non si sta divertendo per niente; non posso chiudere gli occhi e mi concentro su qualcos’altro, pensando che è un bel po’ che non prendo in mano un libro e che davvero mi devo regalare qualche giornata di riposo con visita da Feltrinelli, acquisto di qualcosa e lettura compulsiva, dall’inizio alla fine, come ero solita fare in altri tempi. Non vedo niente, non sento neanche il respiro affannoso dell’uomo ed i gemiti sempre più flebili della donna.
Leo interrompe la mia fantasticheria per dirmi, a voce molto bassa e avvicinando le labbra all’orecchio, tanto che sento il suo respiro caldo, che Nuruddin è intoccabile, così come Li-sze, e che quando finiranno gli piacerebbe prendere il loro posto sul divano con me; si comporta come in un’occasione formale, mi ha anche lasciato la mano e mi offre un altro goccio di cognac.
“Tanto Simonetta si prenderà la ragazza di colore e andrà a divertirsi con lei da un’altra parte, non dovremo dare spettacolo”, conclude.
Leo mi ha messa con le spalle al muro: e sia, facciamo anche questa, mi dico, proprio mentre Nuruddin viene con un gran spruzzo in faccia a Li-sze, e lo sperma si mischia alle lacrime della ragazza.

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