562

20 Ott

02_03_P29_01Ho scaricato Andrea davanti alla porta di casa, se di casa si può parlare, ho gentilmente declinato l’invito ad entrare che avrebbe comportato quasi certamente fare sesso con lei e adesso, dopo aver fatto una lunga doccia tiepida ed essermi sia pur faticosamente cosparsa di crema idratante, sono finalmente in poltrona con un libro in mano, una birra sul tavolino ed il computer acceso con le schede del browser aperte sulle varie caselle di posta elettronica: vanamente, perché Irina non mi ha ancora scritto, come se, dopo essermi liberata di Lina e Tina, sia venuta meno ogni ragione di tenerci in contatto.
Dopo neanche una pagina del successo erotico dell’estate, che per fortuna ho comprato con lo sconto ma che in qualche maniera perversa mi attira per quanto è stupido e scritto male, rinuncio ad attendere ancora e mando un messaggio di poche anodine righe, appena un saluto.
Poi riprendo il libro, mi fortifico con una lunga sorsata di birra e mi immergo nel racconto del primo pompino con ingoio della protagonista: alla fine della scena mi viene il dubbio che questo libro sia davvero un capolavoro, e voglia solo fare il verso alla letteratura erotica; insomma, l’autrice sembra che un pompino non l’abbia mai fatto, accidenti, non può essere così goffa nel raccontare. Bene, se mi sposto su questo piano di lettura posso certamente finire il libro e prendere anche gli altri: come diceva Totò, voglio vedere dove intende arrivare.
Mi concentro tanto sulle pagine che l’educato squillo del mio telefonino mi fa addirittura sobbalzare: rispondo e sono sorpresa, è Mimì che, alla fine si è ricordata di me e del nostro vago impegno per una scorribanda al sexy shop.
Allora, curiosamente in questo periodo lavora, e quindi sì, ci possiamo vedere domani dopo le cinque direttamente lì, e magari dopo combiniamo qualcosa per la serata, perché no.
Mimì ha voglia di parlare, mi chiede di Tiziana, mi racconta di Sara che ci è ricascata e si è vista di nuovo con Nina e Michi ricavandone una ricaduta nel mal d’amore senza speranza di guarigione, e poi di lei, sempre sola nonostante una notte rovente con un cliente mediorientale dell’azienda che la mattina dopo ha rovinato tutto offrendole una montagna di soldi per passare una settimana con lei in barca. In effetti la sfiga ci vede benissimo ed ha un’ottima mira.
Riesco a chiudere la telefonata inventandomi che la batteria è quasi scarica, non sono a casa e non ho il caricabatterie: ho sonno, per oggi basta così.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: