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3 Nov

tumblr_l119nbch9e1qbwh0mo1_500E bravo Lollo, che riesce a scuotermi, così lo porto con determinazione all’orgasmo in un paio di minuti e, ritornata nel salone, provo ad appartarmi con Tina: ho solo il tempo di scambiare poche parole, e lei mi dice solo che quando voglio posso riportarle a Roma, e sono anche disposte a stare tutto il giorno nude ed a dormire chiuse a chiave se la cosa mi fa stare più tranquilla, però devo anche farle lavorare perché ne hanno davvero bisogno, e non solo per mandare i soldi a casa.
Poi si accorge di aver detto troppo e si fa rimorchiare da un cliente piccolo e magro, che mi sembra di aver già visto.
Tiziana si deve essere accorta che qualcosa non va e si ritaglia dieci minuti per chiedermi cosa c’è; alla mia risposta fa una smorfia e batte sempre sullo stesso chiodo: devo liberarmi di quelle due, non solo per la sicurezza fisica, ma anche per la salute mentale.
Non faccio in tempo a rispondere perché davanti a noi si materializza Carla che accompagna due clienti, fa le presentazioni e ci richiama all’ordine ed al nostro dovere, quindi mi incollo sulle labbra il sorriso d’ordinanza ed accetto la compagnia di Lele, ovvero Raffaele, accento napoletano, abito di lino chiaro e camicia sbottonata, mentre Tiziana si allontana al fianco di Michele, che sembra il fratello gemello.
Lele non fa finta di essere simpatico e sa benissimo dove si trova: mi chiede senza mezzi termini se do il culo e, soddisfatto della risposta affermativa, si avvia a lunghi passi verso la cassa. In fondo è meglio così, siamo maggiorenni e vaccinati.
Lele ha una altissima opinione di se stesso e paga per un’ora, con grande soddisfazione di Carla; insomma, è lavoro, quindi sbircio l’orologio e mi rendo conto che per stasera è l’ultimo cliente, meglio così.
Peccato che non appena mi sono chiusa alle spalle la porta della stanza mi sono resa conto che non sarebbe stata una passeggiata; prima che potessi chiedergli cosa gli piace fare, Lele ha dichiarato che la cosa che gli piace di più è picchiare le donne, e che mi ha portata in camera perché gli hanno raccontato di quello volta che sono stata frustata sul palcoscenico, e anzi, come mai qui non c’è neanche una frusta? Per fortuna la frusta non c’è dal momento che la stanza delle torture è stata occupata da Tiziana, ma questo ovviamente non ho potuto dirglielo.
Per farla breve, dopo aver appurato che Lele o mi frustava almeno un po’ o se ne andava via, con tutte le conseguenze che potevo immaginare, ho almeno avviato una serrata trattativa: primo, aveva pagato troppo poco, e secondo, io ero anche disposta a prenderle, ma solo dopo aver piazzato tutti i paletti del caso.
Quindi gli ho sfilato altri cinquecento euro, cento euro a cinghiata, ho controllato che la sua cintura non fosse troppo sottile e dura e per fortuna non lo era, gli ho infilato il preservativo accorgendomi che era già piuttosto eccitato e finalmente mi sono spogliata e messa faccia al muro, appoggiandomici con le mani come per una perquisizione; Lele mi ha chiesto di non muovermi ma di lamentarmi molto ed è stato ai patti: mi ha sferzata cinque volte sul culo, piuttosto forte, accompagnando ogni colpo con una raffica di insulti (ognuno si diverte come può) e alla fine, dandomi della schifosa puttana rottainculo, mi ha sodomizzata lì in piedi con un cazzo non particolarmente grosso ma decisamente molto duro.
La cosa è poi durata abbastanza a lungo da strapparmi qualche lamento fin troppo realistico, dopo le urla e le richieste di pietà che avevano accompagnato le cinghiate e che molto probabilmente anche a lui sono risultate un po’ eccessive.
Lele non è un superuomo, comunque, e non ci ha messo tutta l’ora per la quale ha pagato; non se la prende ed utilizza il tempo che avanza per assistere alle mie accurate abluzioni prima, e spiegarmi qualcosa che non avrei voluto sapere poi.
Insomma, Lele ed il suo amico Michele, quello che ha scelto Tiziana, sono in realtà dei colleghi di Carla, ma di un livello un po’ diverso, perché lavorano per un gruppo di investitori internazionali, come dice lui: non vorrei sembrare razzista, ma l’accento ed il modo in cui si è conciato, con tanto di bracciale d’oro al polso sinistro e orologio pure d’oro a quello destro, puntano inesorabilmente verso un certo tipo di investitori, che in effetti sono noti per essere particolarmente liquidi e privi di scrupoli commerciali.
Si sono presentati da Carla senza preavviso ma con ottime credenziali e lei è d’accordo che ispezionino l’azienda in vista di un possibile acquisto, insomma, e Lele viene al dunque: suggerirà l’affare ma vuole che lavori qui, se non a tempo pieno, almeno con regolarità, diciamo un fine settimana al mese, e dovrei anche far tornare la mia partner bionda, quella che mi frustava e che gli hanno descritto come bellissima e bravissima.
Una volta rimesso l’uccello nei pantaloni, Lele torna a sembrare il tipo che non concede mai molto tempo per decidere e soprattutto che non è abituato a ricevere rifiuti; aggiungete che io sono ancora con il culo al vento e potrete capire la mia difficoltà nel condurre una trattativa. Perché non posso certamente impegnarmi per Aliena, che tra l’altro risulta al momento irraggiungibile, e non voglio impegnarmi, magari, per Tiziana, che spero non stia avendo con Michele un dialogo simile a quello che devo condurre io. Tra l’altro, nel corso di questa stessa nottata con Carla abbiamo parlato di protezione dalla malavita e di possibile guerra di bande: insomma, mi ha fregata, e proprio bene.

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