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7 Nov

3234Rimettere piede nello studio di Elena mi riempie di emozioni contrastanti: le giornate con Aliena e con Irina, la forza tranquilla di Malika e l’entusiasmo di Farida, la casta notte in compagnia di Tiziana, ma anche l’aggressione e lo stupro.
Cristina mi ha fatto i complimenti per la moto nuova, mi ha abbracciata molto stretta durante il viaggio, per farmi sentire la pressione dei seni sulla schiena, e adesso si cambia raccontandomi di un altro cliente.
“Quest’altro cliente ha tirato fuori i suoi trecento euro e allora Elena si è esibita in un grande pompino con le tette, e poi io mi sono piazzata a cavalcioni e l’ho fatto godere in due minuti. Si è anche incazzato perché non avevo obbedito quando mi aveva detto di fare piano, e il bello è che lui non mi ha neanche guardato mentre lo scopavo, ma aveva chiesto ad Elena di girarsi faccia al muro ed ha tenuto per tutto il tempo gli occhi fissi sul suo culo”.
Colgo l’occasione per farmi spiegare le tariffe che avevano deciso di applicare e mi rendo conto che forse il problema è proprio quello: per il vecchio cliente che non vuole niente di diverso da una scopata, Elena è rimasta ferma a centocinquanta euro, invece i preliminari con una e la scopata con l’altra valevano trecento euro e uno che voleva scopare tutte e due le ragazza doveva tirarne fuori cinquecento.
“Ne abbiamo fatta una sola di queste”, mi spiega Cristina, “con un tizio alto quasi due metri e nero come il carbone, ma che parlava strano, non straniero, ma cispadano. Aveva un uccello enorme ed io mi sono preoccupata che non gli entrava il preservativo, figurati”.
“Allora”, continua Cristina, “lui si sdraia con le mani dietro la testa e ci guarda mentre lavoriamo con mani e bocca. Dice che siamo brave e dopo pochi minuti gli abbiamo fatto venire fuori il cazzo più grosso che ho mai visto, neanche nei film porno di mamma, ti assicuro”.
Io sono abbastanza affascinata dalla descrizione, e mi accorgo che Cristina si sta eccitando, adesso ha addosso soltanto una cavigliera che mi sembra d’oro bianco, con tanti cuoricini pendenti, mi volta le spalle per frugare in un cassetto.
“Quando non ce la facciamo più a prenderlo in bocca allora Elena prende un preservativo e lo sistema come si deve. Allora lui ci fa sdraiare sulla schiena l’una accanto all’altra, e ci dice di tenere le gambe in alto ed aperte a V con le mani sotto le ginocchia”. Cristina si infila un ridottissimo perizoma senza voltarsi e senza smettere di raccontare: comincio ad eccitarmi anch’io, e non capisco se dipende da quello che vedo o da quello che sento.
“Allora lo facciamo e lui comincia a darci dentro e non ci fa neanche male, un po’ a me ed un po’ a Elena e va avanti all’infinito tanto che a un certo punto comincia addirittura a piacermi: lui se ne deve essere accorto, pensa tu che Sergio se ne accorgeva sempre, e allora mi scopa ancora più forte e viene, mi ha anche dato cento euro di mancia”.
Per calmarmi mi infilo nel bagno e piazzo la faccia sotto il rubinetto prima di cambiarmi a mia volta: non so se Cristina lo ha fatto apposta per eccitarmi e poi fare sesso con me o se, semplicemente, racconta per il piacere di essere protagonista. Non importa, adesso siamo sul lavoro, e non ci resta che aspettare.
Elena mi ha detto che sul suo telefonino di lavoro ha inserito una segreteria per dire che non può rispondere ma c’è chi potrà riceverli a studio: i clienti sanno dove andare e quale bottone del citofono premere; e siccome le inserzioni di Elena è da un bel po’ che non compaiono, neanche quelle della doppia emozione, non si dovrebbe perdere troppo lavoro.
Cristina dice che comunque più di un paio di clienti al giorno non ci dobbiamo aspettare e mi chiede se io posso procurarle un po’ di lavoro in più, visto che sa che ho tanti contatti.
Giusto, vediamo un po’: Simonetta mettiamoci una croce sopra, Pierina è un po’ che non la sento e oltretutto è estate e lei lavora con le aziende, da Carla non vorrei più mettere piede e insomma, mi sa che per un po’ dovrò anch’io tirare la cinghia; certo che se si facesse di nuovo vivo Luca, e soprattutto il suo giro di amici masochisti potrei davvero dare un senso alla mia attività, ma per il momento è inutile nutrire illusioni.

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