596

23 Nov

6498744D’accordo, quattromila euro netti è quasi uno stipendio da dirigente, ma è stata una notte veramente sgradevole.
Pier mi ha fatto indossare un vestito simile a quello di Cristina, ma di un blu stinto, che metteva in evidenza il seno e mi tirava un po’ sui fianchi, ci ha fatto gli auguri e ci ha accompagnate attraverso l’appartamento, che mi è sembrato enorme, fino ad una doppia porta; lì ha bussato, la ha socchiusa e ci ha in qualche modo annunciate dicendo qualcosa come “Eccole, milord”, ed è andato via di buon passo, lasciandoci lì ad improvvisare.
Ho preso per mano Cristina, anzi Kate, le ho sussurrato “ricordati di chiamarmi mamma” e sono entrata: non era un salotto vittoriano, anche se era arredato con mobili certamente antichi, con pesanti quadri alle pareti ricoperte di stoffa di un rosso molto cupo e con un enorme lampadario di ottone e cristalli, però gli occupanti indossavano il frac gli uomini e versioni molto più eleganti dei nostri abiti le donne, che esibivano anche importanti collane e braccialetti che brillavano di mille riflessi.
Piuttosto giovani, oserei dire della mia età tutti e quattro, agli uomini mancavano le chiome fluenti ed i folti basettoni che ho sempre associato ai romanzi di Sherlock Holmes, alle donne le acconciature complicate; evidentemente avevano optato per la praticità rinunciando a parrucche e posticci.
I quattro mi hanno fissato senza aprire bocca: la prima battuta doveva essere la mia, quindi ho accennato una riverenza e mi sono assicurata che Cristina mi imitasse, poi ho guardato l’uomo al centro del gruppo, alto, biondo e snello e mi sono rivolta a lui.
“Milord, io sono Mary, per servirvi, e questa è mia figlia Kate, a vostra disposizione”.
Il ghiaccio è rotto; il biondo mi ha guardato dall’alto in basso, poi mi ha chiesto se sono a disposizione anch’io. Ovviamente ho risposto di sì.
Poi mi hanno chiesto da quanto tempo facevo lavorare mia figlia.
“Solo da sei mesi, milord, da quando non posso più lavorare io perché ho perso i denti”.
Ho capito che ci voleva una spiegazione più ampia e strappalacrime, e mi sono inventata di un cliente scontento che mi aveva riempita di botte riducendomi così e si era ripreso anche il mezzo scellino: sono soddisfatti, le donne fingono anche un moto di paura; l’altro uomo, pelato, basso, con un po’ di pancetta, mi ha poi chiesto come ho istruito mia figlia.
“Milord, pensavo di avere un po’ più di tempo, quindi non ho potuto farle fare tanta esperienza: ci siamo messe a letto ed io prima ho fatto la donna, poi l’uomo, e lei il contrario”.
“Ma guarda”, mi ha risposto, “interessante. Mostracelo, dunque”.

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Una Risposta to “596”

  1. Roberto novembre 25, 2013 a 5:14 pm #

    se sei a disposizione anche tu è la domanda che avrei fatto anch’io

    Risposta:
    Era per non ripetere le stesse parole, ci tengo ad esprimermi correttamente, io

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