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27 Nov

prostituzione-romanaE meno male, perché poi passiamo il resto della settimana nella vana attesa dei clienti: io prima verifico e scopro che sì, Kate e Mary erano i nomi di due delle vittime di Jack lo Squartatore, due mie colleghe di tanti anni fa, insomma, e poi ne approfitto per riprendere davvero in mano le mie riviste di diritto, e Cristina continua la sua dieta di telefilm, apparentemente appagata da quello che ha incassato.
Così non sono sicura della risposta quando le chiedo se vuole accompagnarmi da Carla e farsi una serata di lavoro in un classico bordello, e potrebbe essere una buona esperienza, ma lei non se lo lascia dire due volte ed accetta immediatamente; comincia anche a fare domande su domande, tutte incentrate su quanto si può guadagnare in una serata del genere, ma una risposta non c’è, ovviamente: dipende da quanti clienti ci saranno, e da quanto piacerà loro.
Così chiamo Carla, fisso l’appuntamento per andare ad incassare il saldo che ancora mi deve e le preciso che non lavorerò, ma porterò con me un’amica che, se lei è d’accordo, sarebbe pronta a fare la serata con le altre ragazze; Carla sembra contentissima della proposta, dice che gli affari vanno benissimo e che una ragazza in più, sabato sera, non fa mai male e che io sono sempre la benvenuta. Dice anche che aveva giudicato male Catia, che si comporta benissimo ed è di un’onestà a tutta prova, e che è anche contentissima di Tina e Lina.
“Sono un po’ dimagrite e stanno veramente bene, lavorano tanto e sono sempre contente”, dice alla fine, “piuttosto sono un po’ preoccupata per Andrea, ma magari ne possiamo parlare, forse ho bisogno del tuo aiuto”.
Io rimango perplessa: Andrea sta certamente rimuginando sulle possibilità aperte da mio fratello, ma perché Carla me lo racconta, per di più in contrapposizione al comportamento di Lina e Tina?
Non faccio in tempo ad approfondire perché sento il ronzare del citofono, Cristina schizza in piedi a va ad aprire prima che possa impedirglielo: sarebbe ora di chiudere, se vogliamo avere un po’ di tempo per fare ordine nello studio e partire con calma verso i Castelli.
E invece riceviamo questo tizio che cercava Elena ed ha proprio una voglia che gli scappa: gli facciamo un po’ di moine, gli chiediamo chi preferisce tra noi due e quando è cotto al punto giusto Cristina, che ha decisamente imparato parecchio, dichiara sorridendo che non è obbligato a scegliere e può averci assieme, se gli va.
Teo, così si è presentato, diventa viola: non se lo aspettava, non ha tanti soldi appresso, ma alla fine si lascia convincere e per trecento euro concludiamo quello che, se avessimo più gente alla porta, sarebbe un pessimo affare: vuole il massimo dai suoi soldi e si controlla benissimo, quindi ci mettiamo un sacco di tempo, io con i preliminari mentre Cristina si accarezza languidamente, lei a pecorina ed io accanto a masturbarmi con il cazzo di gomma che ormai conosco benissimo.

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