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10 Dic

nudo-picassoTiziana mi ha consolata, mi ha quasi presa in braccio per portarmi in bagno e mi ha lavato la faccia ed il resto e poi mi ha anche vestita ed accompagnata fino alla più comoda poltrona dello studio.
Mi ha fatto compagnia a lungo, parlando per un bel po’ con tono leggero di vestiti, di cucina e di vacanze; poi si è accorta che mi ero calmata, mi ha preso le mani e mi ha raccontato la sua personale storia di violenza.
“Con mio marito ci eravamo già separati da qualche mese, io ero rimasta a casa con Giorgia e lui era tornato da sua madre, ma veniva a trovare la figlia ogni sabato e io, come una stupida, non avevo cambiato la serratura: pensavo che non avesse portato via le chiavi, avevo visto che le sue erano rimaste nel cassetto e non mi era venuto in mente che potesse averne un altro mazzo”.
Ho annuito e le ho detto che non doveva raccontarmi niente, non mi doveva convincere di niente, ma lei ha continuato.
“Una sera Roberta era rimasta a dormire da me”.
Roberta era la ex moglie di suo marito, me ne aveva accennato quando siamo andate in vacanza.
“Avevamo messo a dormire Giorgia, che allora era piccola, ed eravamo andate a letto: poi mi sono resa conto che lui doveva essersi appostato davanti al portone da un sacco di tempo, e probabilmente non era la prima volta che lo faceva: e insomma, mi sono svegliata perché ho sentito la serratura della porta di casa scattare, poi mi sono trovata con una forte luce negli occhi ed ho preso una botta in testa”.
Aveva perso i sensi per qualche minuto, e quando si è ripresa era legata al letto, bendata ed imbavagliata in qualche modo, e addosso un uomo che la scopava con violenza, insultandola e riempiendola di schiaffi. Non poteva vederla, ma era sicura che Roberta fosse nelle stesse condizioni, dal momento che oltre all’ansimare ed agli insulti rivolti a lei sentiva, come un’eco, altri suoni molto simili.
“E’ durata tutta la notte, dovevano essere almeno cinque o sei persone che quando non mi scopavano mi picchiavano con il manico della scopa. Io avevo il terrore che Giorgia si svegliasse, cercavo di non piangere, non fare troppo rumore e pregavo non che smettessero ma che non gridassero”.
Alla fine, le tolsero la benda e si trovò davanti il marito con un sorriso molto soddisfatto stampato in faccia, che le disse più o meno che se avesse solo pensato di denunciarlo sarebbe tornato e si sarebbe dedicato alla bambina, e non la avrebbe bendata, “così il divertimento sarà completo”.
Lei e Roberta, poi. sono rimaste chiuse in casa per due settimane, in attesa che sparissero i segni delle botte.
“Insomma, il sesso è un di più, a questi piace esclusivamente la violenza”.

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