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12 Dic

images (7)Elena e Cristina da un po’ sono sparite, Andrea non mi ha più chiamata e così non ho notizie neanche di Tina e Lina, Michelle non mi cerca, Tiziana ha in programma una settimana fuori Roma per recuperare Giorgia e Gianna al termine dello stage. Da qualche giorno, digeriti la paura retrospettiva ed il senso di colpa, mi sento soltanto con Deborah, che si lamenta per la mancanza di lavoro e per l’assenza di Aliena.
Non posso aiutarla: il mio telefono non squilla e nessuno mi cerca, e non ricevo notizie da Irina e Aliena, la cui ultima comunicazione è ormai della settimana scorsa, una e-mail che diceva più o meno: tutto a posto, ti vogliamo bene, a presto. Un po’ poco, soprattutto dopo quello che mi Irina mi ha fatto passare.
Stasera poi sono anche fuori combattimento, in attesa delle mestruazioni: ho sentito il familiare scatto nella pancia e noto che da sempre il ciclo aumenta addirittura la mia voglia di sesso, con gran gioia di alcuni partner che non si bloccavano in queste circostanze. Come Elisabetta, che adorava fare sesso con me durante le mestruazioni, sia le mie che le sue: lo facevamo per terra, a casa sua, in cucina o nel bagno, poi mi accorsi che la scelta del luogo era strategica, in quanto così non rischiavamo di macchiare il meraviglioso parquet d’epoca del suo appartamento alle spalle di Campo de’ Fiori. Tanto è vero che quando ci trovavamo da me, non prendeva alcuna precauzione e mi saltava addosso dovunque. Senza neanche accorgermene, ho portato due dita tra le gambe alla ricerca del clitoride, al pensiero delle labbra instancabili di Elisabetta e dei suoi seni che le piaceva tanto infilarmi in bocca.
Mi riscuoto: mai rimpiangere il passato, neanche Elisabetta che tanto mi ha dato e tanto ha preso, è una delle mie poche norme inderogabili.
Mentre esploro distrattamente il web sento squillare il telefono, quello della mia precedente vita da avvocato. E’ il numero del fratellone, che in due parole mi prega di correre da lui, mi fornisce un indirizzo in Prati e mi invita a sbrigarmi.
Rispondo soltanto “arrivo” e mi precipito: addio serata di riposo, salto dentro le scarpe da ginnastica e sulla tuta infilo il giaccone tecnico, visto che minaccia pioggia.

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