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27 Dic

newtonjapanTiziana, quando le ho raccontato tutta la storia, mi ha gentilmente redarguita, dicendosi comunque disponibile a partecipare alla serata che promette comunque di essere divertente, una specie di cena delle beffe, dove il detto e il non detto, come il noto ed il nascosto, potranno presentare intrecci pirandelliani: pensateci, sia Paola che Sara sanno che Tiziana ed io siamo due puttane, ma Sara crede che l’altra lo ignori, e magari può pensare che anche Paola lo sia.
Prima di organizzare una cena delle beffe, però, non posso fare a meno di parlare con Maria Carla che mi deve più di una spiegazione, e non per telefono.
L’ho invitata a cena e lei ha subito accettato, e ha anche avuto il buon gusto di chiedermi scusa per non avermi avvisata prima. Ha evidentemente la coscienza un po’ sporca visto che si presenta con una bottiglia di barbaresco particolarmente pregiata: la tratteremo come vino da meditazione, io ho preparato un tortino di alici al forno con aglio, pomodorini e prezzemolo da innaffiare con un vino dei Castelli ben freddo.
Maria Carla considera cucinare una cosa molto seria: ricordo che quando lavoravamo assieme trovava addirittura il tempo di seguire i corsi di cucina organizzati da un paio di associazioni, ma non ho mai mangiato da lei; però i suoi complimenti mi fanno piacere e mi scopro a dilungarmi sulle piccole accortezze della preparazione, come scottare nell’acqua bollente i pomodorini prima di tagliarli a metà e disporli a formare uno strato intermedio fra quelli delle alici.
Quando passiamo al suo barbaresco siamo pronte per parlare di cose serie e, guarda combinazione, è stata una cosa molto semplice e indolore.
Insomma, pare che Pierina, proprio lei, che non ho mai vista in faccia e che davvero mi piacerebbe conoscere, a questo punto, sia finita nel bel mezzo di un’indagine della Finanza su una complessa frode carosello per via della sua finta società in Lussemburgo, anche se in realtà non aveva niente a che fare con il filone principale delle indagini. Però quelle quattro chiacchiere che ho fatto con lei, soprattutto per combinare la nottata con i giapponesi sono finite in un qualche brogliaccio, il file audio era lì a disposizione e Ninni è stata interessata per quegli accenni alla puttana giovanissima; ne ha parlato con Maria Carla, e non chiedetemi come sia stato possibile, le ha fatto ascoltare, alla faccia dei controlli di sicurezza e di tutto il resto, le conversazioni e lei ha riconosciuto la mia voce e non è riuscita a tenere la lingua tra i denti.
Non so se ridere o piangere: mi pare ovvio che non potrò che dire di sì a queste brave signore, una volta che deciderò di smettere questo mestiere, oppure sarà meglio che cambi continente.

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