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4 Gen

420417_1_z2Ho aspettato prima che Elena fosse spedita in corsia, accompagnata da Saverio con l’assicurazione che domani potrà tornare a casa, poi che Cristina uscisse dalla sala operatoria: avrei voluto restare accanto a lei, ma la portano in un reparto di terapia intensiva dove non è ammesso nessun visitatore, e per fortuna un gentilissimo chirurgo di una certa età, stanchissimo e palesemente non indifferente al fascino femminile, mi ha assicurato che è andato tutto benissimo e che metterà una buona parola per me se domani voglio venire a salutarla; non ho potuto negargli il mio numero di telefono, ovviamente, sotto lo sguardo divertito di Maria Carla e del fratellone, che mi hanno seguita passo passo.
Poi mi hanno riaccompagnata a recuperare la moto ed è stato mio fratello a portarmela a casa, perché questo vestito è bellissimo ma non è certamente l’ideale per stare in sella; alla fine, pensavo di essermi liberata di queste due guardie del corpo ma, dopo un cenno d’intesa che non mi è sfuggito, Maria Carla ha gentilmente insistito, mi ha accompagnata a casa, mi ha aiutato a cambiarmi e poi mi ha sfrattata dalla mia cucina e si è messa di buzzo buono a prepararmi da mangiare.
Siccome ho ricominciato a tremare da non riuscire a tenere tra le dita una sigaretta a causa di un altro attacco di paura retrospettiva ho ritenuto saggio non oppormi: l’attacco mi è passato quando mi sono seduta davanti ad una complicata creazione di Maria Carla, pollo alle prugne e mandorle con salsa di yogurt. Sono certa di non avere in casa niente del genere, quindi lei deve anche essere andata a fare la spesa, ed io non me ne sono neppure accorta.
Miracolosamente, riesco a trasferire il primo boccone dal piatto alle labbra senza farlo cadere e improvvisamente le mani non mi tremano più e mi scoppia una fame da leonessa: Maria Carla è palesemente soddisfatta, mi fa compagnia e mi racconta le ultime novità.
Comincia dalla storia di Sammy, la conquista del fratellone che ha causato un bel po’ di conseguenze.
Come previsto e prevedibile, dopo una serata di appostamento da parte di Paola senza risultato, la caccia ai membri dell’organizzazione è stata abbandonata, “almeno per il momento”, sottolinea; intanto Sammy è in una comunità protetta ma Rina non è soddisfatta.
“Il nostro obbiettivo è tenerla in Italia, farla crescere e stabilire qui, e sarebbe una buona cosa portarla a vivere tra la gente”.
Fa una pausa, beve un sorso d’acqua e poi passa all’attacco: “Potresti chiederla in affido”.
Nonostante tutto, mi viene da ridere: perché dovrei mettermi in casa quella ragazzina, io che poi già faccio la puttana di mio e non sono proprio la più adatta? O vogliamo fare un nuovo caso Ruby?
“Tu sei una giovane professionista, avresti ottime referenze, e Sammy già ti conosce e ti rispetta: pensaci, non devi certamente decidere adesso”.
Credo che un uomo con le palle strette in una morsa deve sentirsi quando guarda chi tiene la mano sulla leva come mi sento io mentre squadro Maria Carla; mi sembra chiaro che sono nelle loro mani, se mi dicono di saltare posso solo chiedere quanto in alto.
Maria Carla, angelica, mi spiega che si tratterebbe di controllare che studi, che non faccia cattive amicizie, e che impari l’italiano, niente di complicatissimo, e ci potrebbe anche essere la possibilità di un contributo alle spese che dovrei sostenere; bene, ci penserò.
Cambiamo argomento: mi racconta che ha conosciuto un mediatore culturale indiano col quale è andata a letto, bello come una statua, pieno di fantasia ma poco concreto, tanto che si sono annodati per ore in posizioni da kamasutra ma lei non si è divertita più di tanto.
“Non veniva mai al sodo, sarà una questione culturale, non lo so, ma non ho intenzione di concedere il bis”.
Siamo amiche, e lei non si trattiene: “A te chiedono cose strane, posizioni particolari o cosa?”, mi fa.
E sia, se è proprio così curiosa, vediamo come reagisce: comincio dai ricconi, poi proseguo con i dominatori e concludo con i masochisti, e le risparmio la volta che Titta si è fatto trovare vestito da donna.

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