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10 Gen

CCP_89091123Dunque, Maria Carla mi ha spiegato che io non dovrò fare altro che mettere una firma, loro si occuperanno della pratica di affido temporaneo, iscriveranno Sammy alla scuola più vicina, in seconda o in terza media, e si preoccuperanno di farmi pervenire anche un assegno mensile come contributo, e comunque ci vorrà un mesetto prima che la procedura arrivi al termine; tutto molto bello, peccato che io non sia convinta per niente, metti che la settimana prossima voglia emigrare in Nuova Zelanda, che ne faccio di quella ragazza?
Bene, mi inventerò qualcosa, ho un mese per pensarci, e comunque non è detto che debba andare proprio fin laggiù, non vado neanche pazza per la Trilogia dell’Anello.
Ma oggi è la giornata in cui mi chiedono di pagare i debiti: mi chiama Paola, che prima parla del più e del meno, mi dice che Andrea per un bel po’ non potrà fare danni e che è contenta che non mi sia capitato niente, poi viene al dunque e mi chiede di organizzarle quel famoso appuntamento al buio; hai carta bianca, precisa, per data e luogo, ma per favore fammi sapere presto.
Suona molto come un ordine.
E io obbedisco: mando un messaggio a Sara per chiederle se posso chiamarla, e lei mi risponde immediatamente di sì, quindi tiro un bel respiro e mi preparo a raccontarle un mucchio di balle.
Balle cui Sara è felicissima di credere, e quindi d’accordo, domani sera sarà felicissima di vedermi con Tiziana e questa nuova amica, perché no, ma pone una condizione: “Sei in debito con me, se non combiniamo niente vieni a casa mia e passiamo la notte assieme”.
Se non combinate niente dovrò dividermi in due, mi vuole anche Paola, speriamo che la cosa vada in porto e non si ponga il problema.
Poi ho chiamato Tiziana che si è fatta un sacco di risate e ha detto ovviamente che ci sarà; all’inizio era un po’ arrabbiata perché non l’ho informata subito della mattinata quasi da OK Corral ma poi ha capito le mie ragioni e mi ha addirittura chiesto scusa: mi ha anche suggerito un locale ai margini di San Lorenzo, che non conoscevo e di cui mi parla benissimo, ci penserà lei a prenotare, siamo appena al di fuori della zona più frequentata e caotica e si riesce anche a parcheggiare, soprattutto nel mezzo della settimana, e mi verrà anche a prendere in macchina.
Sara conosce il posto, scopro quando la chiamo, e ci troveremo lì, Paola no; bene, servizio completo, lei non tornerà a casa dal lavoro, siamo pronte a passarla a prendere ma lei dice che non ce n’è bisogno, anche con lei ci vedremo al ristorante; fino a stasera, me ne posso restare in poltrona, piedi in alto ed un buon libro che pesco negli scaffali; o meglio, credo di poter restare in panciolle ma sono richiamata all’ordine dal telefonino che comincia a squillare all’impazzata.
E’ Andrea, che mi riferisce entusiasta di avere appena preso un appuntamento con mio fratello per stasera, è certa che le consegnerà le chiavi di casa e mi chiede di nuovo di mettere una parola buona per lei con Simonetta: qualche volta proprio non ascolta, questa benedetta ragazza, quindi mi armo di pazienza e comincio a spiegarle che è meglio che faccia da sola; siccome le cose vanno per le lunghe, il telefonino di Andrea improvvisamente diventa muto: o ha finito il credito o ha esaurito la batteria, la richiamo e scopro che sì, non aveva più un centesimo sulla scheda, se ne scusa e sembra che stavolta sia intenzionata a darmi retta, farà da sola e mi terrà informata.
Con l’occasione mi dice anche che Lina e Tina vanno alla grande ed hanno soppiantato Catia nel ruolo di attrazioni principali e che Lele non si vede più e la cosa non le dispiace, la aveva un po’ presa di mira, saliva con lei ogni sera e la maltrattava per un’ora, schiaffetti, sculacciate e insulti incomprensibili a mezza bocca mentre la inculava senza la minima gentilezza.
Mi chiedo cosa significhi una cosa del genere; invece di sentirmi più tranquilla, magari quel gruppo di investitori ha rinunciato all’acquisto ed io non sono più legata alla mia promessa (Cristina è ormai fuori combattimento), mi preoccupo: senza la implicita protezione che la presenza di Lele assicurava, Carla e le sue ragazze sono di nuovo a rischio di incidenti con le forze dell’ordine o con qualche gruppo di malavitosi, e Catia, Lina e Tina le ho portate là io, le avrei sulla coscienza come mi pesano sulla coscienza Elena e Cristina.

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