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27 Gen

renoirLa aiuto a lavarsi bagnandomi il vestito, le faccio un po’ da cameriera e un po’ da allieva, e Tiziana mi racconta allegramente: Rino avrà qualche problema di relazione, ma una volta a letto ha tutto quello che può servire ad una donna per divertirsi, basta prendere l’iniziativa e non mollarla più, dal momento che quando lei si è trovata sotto si è sentita solo schiacciata e quando, alla fine, si è messa a quattro zampe ha rimediato un bel po’ di sculaccioni.
Rido con lei: le ho già rimproverata di aver chiesto troppo poco, e Tiziana mi ha risposto che non a caso ha chiesto proprio quello che le aveva offerto per un’ora di sex therapy, e lei lo ha guadagnato in metà tempo, e facendo il proprio mestiere.
“Comunque non è uno stupido, sapeva benissimo che non eri andata via, e deve sospettare che tu sia una mia cliente; infatti mi ha chiesto se lavoro anche con le donne”, conclude; a questo punto io non so più cosa pensare di lui, e per la verità non mi interessa più di tanto.
Mi interessa invece Tiziana: cerco di baciarla, lei mi scappa lasciandomi in mano l’accappatoio e correndo via fino in salotto, dove la trovo comodamente seduta in poltrona, regalmente nuda; non resisto, mi inginocchio tra le sue gambe e affondo la lingua dentro di lei.
Tiziana mi prende con due mani di ferro i capelli e mi fa alzare la testa per guardarmi negli occhi: è improvvisamente serissima, mi dice che mi ama e che vuole farmi male, stanotte, e mi chiede se sono pronta: rispondo di sì, senza neanche pensarci, e mi prendo uno schiaffo che mi fa vedere le stelle e mi toglie il fiato.
Me ne arriva un secondo, insieme all’ordine di spogliarmi: mi ha fatto ancora più male, Tiziana sa bene come colpire e mi ha tenuta ferma per i capelli, per farmi sentire la botta in pieno.
Senza rialzarmi apro il gancetto sulla schiena, con la faccia in fiamme mi contorco faticosamente per abbassare la chiusura lampo e far calare l’abito fino ai fianchi; non mi muovo abbastanza in fretta, mi prendo un terzo schiaffo, più forte ancora degli altri.
Non reagisco, riesco ancora a non gridare.
Tengo le mani dietro la schiena e la testa bassa, gli occhi puntati sulla fica spalancata di Tiziana, e resisto alla tentazione di alzare lo sguardo, anche se vorrei vederla in faccia. Ho qualche istante di respiro, ne approfitto per raddrizzare come posso la schiena cercando di dimenticare il dolore alle guance e per fare il punto della situazione: mi merito una punizione, ho fatto troppo sesso alle spalle della mia ragazza, penso a Michelle, a Leo, a Maria Carla ed anche a Manuela, che davvero deve essere stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma a Tiziana tengo più che a chiunque altro, faccia pure di me quello che vuole, stanotte.

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