667

2 Feb

102433Impegnata a controllare la respirazione, faccia al muro, gli occhi chiusi, non mi accorgo che Tiziana è silenziosamente entrata nella stanza e mi si è messa alle spalle finché non mi rivolge la parola per dirmi che è abbastanza soddisfatta del mio comportamento. “Penso che potrò fare di te una schiava abbastanza decente”, dichiara, e sottolinea la sua affermazione con una pacca sul culo quasi affettuosa. La sento fare qualcosa al collare, rumore di metallo contro metallo e un piccolo scatto: lo ha bloccato con un lucchetto.
“Spogliati”, mi ordina; posso farlo muovendomi il meno possibile, sposto appena le mani per liberare un gancio ed il vestito scivola a terra: Tiziana sembra approvare, sotto non porto niente; un attimo di panico, come faccio a togliermi le scarpe?
Non devo toglierle: Tiziana mi afferra saldamente i polsi e sento tintinnare qualcosa: sono bracciali di metallo uguali al collare, immagino, come quelli che avevo comprato per Deborah.
Un attimo, e mi trovo i polsi bloccati dietro la schiena, sento Tiziana che dice quasi a se stessa “Molto bene”, poi arriva la prima frustata, secca, sulla curva delle natiche; mi ha colpita stando vicinissima ed è riuscita a dare ugualmente forza per farmi male, inghiotto un lamento e rispondo come si deve: “Uno, mia Signora; grazie, mia Signora”.
Non arriva la seconda, arriva invece un ordine: “Voltati, molto lentamente”.
Per farlo senza cadere apro gli occhi e abbasso la testa: al termine della manovra di Tiziana, che è indietreggiata di qualche passo, vedo le gambe, coperte da stivali neri che salgono ben oltre il ginocchio, e l’inguine, dal quale sporge uno strap-on enorme, il doppio del mio, a occhio, ricoperto di un cuoio rosso cupo.
Devo aver espresso tutta la mia sorpresa con la mimica facciale, Tiziana ride e mi dice che sì, è proprio per me, ma prima me lo dovrò meritare; si sposta, non la vedo più, sento il sibilo e la frustata mi prende proprio sui capezzoli.
Oddìo, è la seconda o ha ricominciato da capo? Nel dubbio, la soluzione più punitiva, quindi dico di nuovo: “Uno, mia Signora; grazie, mia Signora”, dopo essermi morsa la lingua per non gridare.
“E adesso non essere ingorda, avrai tutto quello che ti meriti”, mi apostrofa lei. “Avanti, in camera, e vedrai che ci sono delle novità”.
In mezzo alla stanza da letto, accanto alla croce di Sant’Andrea, pende dal soffitto una luccicante catena: ce l’ho proprio davanti agli occhi; Tiziana mi ordina di fermarmi e riesco a scoccare un’altra occhiata, in realtà la catena sarà mezzo metro, poi comincia un cavo d’acciaio che passa per un gancio sul soffitto ed è assicurato ad un anello fissato nel pavimento. E’ per me anche questo, ne sono sicura.
E infatti mi trovo con i polsi agganciati alla catena e lentamente ma sicuramente sollevati fino a sentire un dolore sordo e costante alle spalle: è qualcosa come i tratti di corda medievali, e per fortuna ho ancora i piedi saldamente piantati sul pavimento; una cosa è certa, per nessuna ragione devo perdere l’equilibrio, altrimenti posso farmi davvero molto male.
Troppo occupata a tenermi in piedi ed a cercare una posizione meno dolorosa non mi accorgo che Tiziana mi ha lasciata sola, e sono di nuovo sorpresa quando mi si pianta davanti: ha in mano il regalo che volevo farle e finalmente la vedo bene, è più bella che mai, ha indossato un bustino di pelle nera che le alza ancora di più il seno e si è truccata, ombretto e rossetto neri, i capezzoli di un rosso fuoco.
Mi prendo un ceffone e abbasso immediatamente lo sguardo, poi un altro: devo imparare che una schiavetta non ha il diritto di prendere iniziative, dice; poi, in tono più dolce, aggiunge che ha apprezzato molto il pensiero e vuole proprio vedere come mi sta, ma ogni cosa a tempo e luogo, prima il dovere e dopo il piacere.
E mi frusta come non sono mai stata frustata prima: usa il frustino che avevo ammirato quando l’ho conosciuta, fatto di tanti spezzoni di pelle, e ogni colpo mi fa sobbalzare.
Conto disperatamente e mi fermo a venti, tante sono le frustate che prendo sul culo, e a quel punto ho diritto a qualche minuto di tregua e ad una gentile carezza tra le gambe, grazie alla quale Tiziana può constatare che sono dispostissima a farmi punire ma non ne traggo il minimo piacere; lei invece è eccitata, la vedo quando mi viene davanti, le labbra nere semiaperte, i capezzoli rosso fuoco eretti, e incredibilmente tra l’odore acre del mio stesso sudore sento il profumo di erba tagliata del suo sesso.

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2 Risposte to “667”

  1. Illogic World febbraio 2, 2014 a 6:18 pm #

    ti devo fare i compimenti per come scrivi ed hai scritto in tutto questo periodo.

    Risposta:
    Grazie. :*
    E devo immaginare che ti piaccia, oltre alla forma, anche il contenuto

    • Illogic World luglio 28, 2014 a 12:26 am #

      Scusa se ti rispondo ora ma adesso ho letto la risposta, a dirti la verità quasi tutte puntate sono state fantastiche altre un po’ meno (questo è normalissimo per la quantità di puntate che scrivi). Ps ti invidio per come riesci a scrivere sia per la qualità che per la quantità, il sottoscritto è in un perenne stato del blocco dello scrittore.

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